Mps: l’assemblea dei soci del 12 aprile

Partiti, politici e loro parenti sono "sofferenze" della banca

SIENA. (a. m.) E’ iniziata nella sede di Mps in viale Mazzini l’assemblea dei soci della banca. All’ordine del giorno il bilancio di esercizio individuale e consolidato al 31 dicembre dello scorso anno con le relazioni del cda, della societa’ di revisione, del collegio sindacale, la relazione sulle politiche di remunerazione del gruppo orientate al miglioramento della performance aziendale e la proposta per l’approvazione di un piano di utilizzo delle azioni proprie a servizio di pagamento a servizio di pagamento a favore del personale di Mps. E’ presente il 76,5% del capitale. I soci rilevanti sono il Tesoro con il 68,247% del capitale, Generali al 4,319% e Mps (possesso di azioni proprie) al 3,181%.

Banca Mps, al 31 dicembre dello scorso anno, vantava crediti nei confronti di 13 partiti politici per 10 milioni complessivi. La notizia è emersa nella risposta a un azionista che chiedeva l’elenco dei versamenti e dei crediti a partiti, fondazioni politiche, e politici italiani ed esteri. A quella data il gruppo bancario senese vantava crediti per 67 milioni nei confronti di persone fisiche che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche, come pure loro familiari diretti o coloro con i quali questi soggetti intrattengono notoriamente stretti legami. Secondo quanto emerge da una risposta scritta da parte della banca a una domanda posta da un azionista, a fine 2017, Mps vanta crediti nei confronti di 13 partiti politici per complessivi 10 milioni. Di questi, 9,7 milioni sono deteriorati, di cui 8,2 in sofferenza e rientranti nell’operazione di cessione e cartolarizzazione delle sofferenze.

Delle 3100 filiali in seno all’istituto, dopo il piano di riorganizzazione ne sono rimaste meno di 1600. I dirigenti invece sono aumentati di altri 49. Sono stato inoltre rimborsati 3 degli 11 miliardi di obbligazioni garantite dallo Stato. Il gruppo vanta crediti per complessivi 67 milioni” di cui 61 non performing, nei confronti di “persone fisiche che occupano o che hanno occupato importanti cariche pubbliche come pure i loro familiari diretti o coloro con i quali tali persone intrattengono notoriamente stretti legami”.

L’assemblea di oggi oltre ad approvare il bilancio ha altri punti importanti all’ordine del giorno. Tra questi anche l’accantonamento di 6 milioni di azioni proprie della Banca da riservare ad eventuali buonuscite di manager. La delibera è contestata dai sindacati (INTERVENTO ASSEMBLEA AZIONISTI 12 APRILE 2018-1). Mps alla fine dello scorso anno era impegnato da oltre 7.200 cause per un petitum di circa 3,9 miliardi. Nei confronti della banca ci sono poi richieste di risarcimenti in via stragiudiziale per 663 milioni, di cui 576 milioni per i reclami.

Mps ha un ulteriore impegno con la Commissione europea per emettere un nuova obbligazione subordinata di tipo Tier2. Questa la risposta scritta della banca alla domanda di un socio. Le emissioni di tipo Tier2 consentono alla banca di rafforzare il buffer di questa tipologia di patrimonio. A gennaio 2018 Mps ha collocato un bond decennale subordinato di tipo Tier2 per un ammontare nominale di 750 milioni di euro.

“Il risanamento patrimoniale è stato completato in novembre anche con ristoro obbligazionisti”, ha detto Marco Morelli, amministratore delegato di Banca Mps, nella sua relazione all’assemblea dei soci. “Il rilancio della banca – ha aggiunto – non passa attraverso una riduzione massiva dell’occupazione e dei costi, punto che ci è stato chiesto e fa parte del piano, ma nei limiti esclusivi di quello che consentirà alla banca di raggiungere obiettivi”. “Il piano di ristrutturazione di Mps ha offerto la massima tutela a tutte le parti attive della banca”, a partire dai suoi dipendenti”. Per Morelli uno degli obiettivi da raggiungere era “la chiusura del processo di rafforzamento patrimoniale raggiunto nel corso del 2017, dopo che Mps nel 2016 aveva perso quasi 29 miliardi di raccolta”. L’ad ha ricordato che “l’obiettivo era consolidare nel 2017 una raccolta commerciale stabile che abbiamo portato avanti, ripristinando 11 miliardi di raccolta complessiva, tra conti correnti e depositi”. Per l’anno in corso “il nostro impegno – ha proseguito – è la definizione di una strategia di business per un cammino che sarà lento ma che fa vedere che la direzione presa dalla Banca oggi è diversa rispetto a quella degli ultimi anni. Continuerà il rilancio commerciale e il ripristino della raccolta e degli impieghi. Sarà affrontato, poi, il tema della gestione degli asset problematici”.

“In un percorso difficile e lungo, serve l’appoggio forte e incondizionato da parte di tutti gli azionisti. Come quando abbiamo chiuso con l’Europa l’accordo sul piano di ristrutturazione proprio grazie al supporto del principale azionista (il Tesoro, Ndr), quindi anche di noi contribuenti, e del Cda”. L’ad di Banca Mps ha inoltre precisato che “c’era una sola alternativa che avrebbe avuto ricadute molto più importanti sulla banca dal punto di vista occupazionale e industriale”.

“Rispetto alla fine del 2017, abbiamo una inversione di tendenza. Una ripresa degli impieghi vivi lordi e stiamo aumentando la raccolta commerciale nonostante il taglio del costo della raccolta (remunerazione, ndr). Un segno che la banca si rimette in cammino”, ha detto Morelli.

Il road show londinese di Mps con gli investitori di due settimane fa è nato “alle luce del fatto che uscivano notizie sulla banca che non stavano nè in cielo nè in terra. Ricordo quelle sull’aumento di capitale o pesanti rettifiche nel primo trimestre. A Londra ho semplicemente detto agli investitori che il piano va avanti come previsto spiegando che non potevo assolutamente fornire numeri sull’andamento della trimestrale”, ha riferito Morelli rispondendo a una domanda di un socio. “Certamente non è che posso stare dietro a tutte le chiacchiere che escono. Per me contano i fatti sul percorso di recupero e questo sarà verificabile. E’ ovvio che dopo il 10 maggio, dopo i numeri della trimestrale, del primi, faremo un altro giro con gli investitori per presentare i conti del trimestre”.

E rispondendo ad un altro socio ha spiegato che in Mps “nessuno guadagna più di 466mila euro lordi, onnicomprensivi. Io guadagno questa stessa cifra dal 5 luglio. Finchè siamo nel regime di aiuti di Stato questa soglia non può essere superata”.

Si è fatto anche il bilancio di Widiba, la banca online: sono più i followers, 290mila, che i clienti. “Il piano di crescita degli organici di Widiba prevede lo spostamento di 400 mila clienti nella sua piattaforma”. Lo ha detto l’ad di Banca Mps, Marco Morelli, rispondendo a una domanda di un azionista nel corso dell’assemblea di oggi. Widiba, società interamente di Banca Mps, ha attuamente 245 mila clienti.

Per quanto riguarda la posizione del Cog, Morelli ha rissposto ad un socio che “Il Consorzio di gruppo del Monte dei Paschi di Siena è stato ideato per una banca con 3mila filiali, ora siamo scesi a 1.570 e, a fine piano (2021, Ndr) saremo a 1.400. Il Consorzio è rimasto inalterato, stiamo vedendo come possa essere valorizzato con la prestazione di ulteriori servizi non solo per il Monte dei Paschi”.

Carlo Sibilia (M5s) ha chiesto, appellandosi al Mef, che l’assemblea di oggi decida un’azione di responsabilità nei confronti dell’ex presidente Alessandro Profumo e di Fabrizio Viola, ex ad, in relazione alla gestione dei derivati Alexandria e Santorini. La richiesta è stata presentata dall’azionista Giuseppe Bivona, secondo il quale i due manager che dovevano salvare la banca avevano contabilizzato i derivati come titoli di stato. “Se non la votiamo – ha sottolineato Sibilia – è un incentivo alla frode. Non ce lo possiamo permettere. Sarebbe triste dover constatare quando ci sarà un nuovo governo diverso da quello di ora, che avrà il 68% delle azioni della banca, che ci sarà la richiesta di votare l’azione di responsabilità. Che facciamo, andiamo contro di noi dopo 4/5 mesi? Dobbiamo fare qualcosa ora”.

La presidente Stefania Baratti ha rassicurato un socio: “Non abbiamo intenzione di vendere opere d’arte che fanno parte della collezione della banca e che sono vincolate in gran parte dalla Soprintendenza”.

“Banca Mps ha tenuto nei confronti della famiglia di David Rossi massima attenzione e disponibilita'”. E’ quanto si legge nella risposta scritta alla domanda di un azionista che ha ha chiesto se la banca nel corso dell’assemblea di oggi abbia tenuto un ‘comportamento assai poco disponibile’ nei confronti della famiglia di Davide Rossi, l’ex capo comunicazione, morto il 6 marzo 2013 precipitando dalla finestra del suo ufficio. “Oltre alla individuazione di soluzioni circa la sostenibilita’ nel tempo dei rapporti di affidamento in essere – si legge – la Banca e’ direttamente intervenuta sul trattamento contrattuale normativamente previsto in caso di decesso del dipendente. Mps ha ritenuto di attribuire agli aventi diritto un importo maggiore, integrando il trattamento di norma previsto per questa ipotesi”. Nella risposta si legge anche che Mps “ha riconosciuto una integrazione discrezionale al tfr per 185mila euro lordi in aggiunta all’importo previsto dal contratto nazionale di lavoro, a titolo di preavviso (7 mensilita’) pari a 163mila euro (oltre a quanto dovuto per il rapporto di lavoro intercorso: mensilita’ corrente e ferie non godute, riscatto posizione di previdenza complementare, polizza premorienza)”. Alla vedova Antonella Tognazzi e’ stata “inoltre formalizzata proposta di assunzione in Banca in applicazione della previsione della contrattazione di secondo livello a beneficio del coniuge o orfano di dipendente deceduto in servizio”.