Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

MPS, il placet della Bce e l’assemblea straordinaria

Ritorna l'ipotesi Cassa Depositi e Prestiti

di Red

SIENA. Nella serata in cui Marco Travaglio ha ricordato che i 3,9 miliardi di euro che il governo Monti ha stanziato in Aiuti di Stato a MPS equivalgono all’introito dell’Imu sulla prima casa (o al totale delle frodi fiscali contestate alle banche italiane per cui Alessandro Profumo sta subendo un processo penale a Bologna e lo stesso Monte dei Paschi ha transato 260 milioni in luogo del 1,08 miliardi contestati dal fisco), arriva un chiarimento sui Monti bond da parte della Bce. Richiesto un parere dal Ministero dell’Economia, la Banca Centrale Europea si è espressa a favore della trasformazione delle cedole in nuove azioni della banca senese piuttosto che in nuove obbligazioni. “Questa seconda opzione – si legge nel parere pubblicato lo scorso 17 dicembre – specialmente se ripetuta nel tempo a causa dell’assenza o dell’inadeguatezza di profitti distribuibili, finirebbe per appesantire il carico di interessi sul bond, in un contesto operativo già difficile. Ciò potrebbe mettere ulteriormente in discussione la performance della banca nel breve termine e compromettere la sua capacità di rimborsare il bond nei tempi dovuti”. Ovvero gli interessi sugli interessi che si mangiano qualsiasi possibilità di utili: un avvertimento che avevamo dato al Tandem insieme con tanti analisti finanziari autorevoli. Un colpo duro ai progetti del Tandem di procrastinare l’ingresso prepotente dello Stato nel capitale sociale di Rocca Salimbeni, così da favorire il misterioso affarista che attende tempi migliori per esercitare l’opportunità che Profumo ha concesso a se stesso facendosi affidare l’aumento di capitale da un miliardo.

Alla richiesta di commento sul parere della Bce, il presidente Alessandro Profumo non ha chiarito, a margine di un convegno tenuto a Siena, con quale modalità sarà pagata la cedola del 2012: “Nel momento in cui saranno realizzati tutti i passi faremo le nostre valutazioni. La nostra idea è che la migliore opzione sia ripagare per cassa, cosa che non può avvenire in questo esercizio. Poi effettueremo le valutazioni anche considerando i diversi punti vista delle autorità”. Insieme con i risultati ottenuti dalla responsabile Risorse Umane Dalla Riva, le risultanze della Bce sono state discusse nel Consiglio di Amministrazione che si è tenuto in Rocca Salimbeni giovedì 20 dicembre. Il CdA ha deciso di convocare l’assemblea straordinaria degli azionisti il 25 e 26 gennaio 2013, rispettivamente in prima e seconda convocazione, per deliberare “in merito all’attribuzione di deleghe quinquennali al Cda ad aumentare il capitale sociale mediante emissione di azioni ordinarie e con esclusione del diritto di opzione”. In una nota dell’istituto si spiega che “la decisione di convocare l’assemblea  si è resa necessaria in quanto, sulla base delle informazioni relative all’evoluzione del quadro normativo e alla disciplina di emissione dei nuovi strumenti finanziari, il conferimento al Cda delle deleghe per aumentare il capitale sociale è una delle condizioni affinché il Ministero dell’Economia e delle Finanze possa sottoscrivere i nuovi strumenti finanziari. L’aumento di capitale potrà avvenire in un’unica volta, per un controvalore massimo, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, 4,5 miliardi di euro, al servizio esclusivo dell’esercizio della facoltà di conversione da parte della banca dei nuovi strumenti finanziari governativi previsti dal Decreto Legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modifiche dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135, come successivamente modificata (nuovi strumenti finanziari) e/o in una o più volte, anche in via scindibile, per un controvalore massimo, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, di 2 mld, al servizio esclusivo del pagamento in azioni degli interessi da corrispondersi ai sensi della normativa relativa ai nuovi strumenti finanziari.

Riguardo agli interessi maturati sui “Tremonti Bond” sino al 31 dicembre 2012 nonché, nei limiti in cui ciò risulti compatibile con il quadro normativo dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato, con riferimento agli interessi maturati sui nuovi strumenti finanziari e sui “Tremonti Bond” per l’esercizio finanziario 2013, e’ prevista la possibilità di attribuire nuovi strumenti finanziari invece di azioni”. Come è noto, tuttavia, sui Tremonti bond gli interessi vengono riconosciuti solo se il bilancio dell’istituto chiude con un attivo: cosa che certamente non succederà per il bilancio 2012. In conclusione di giornata, arriva l’articolo dell’Huffington Post italiano che rilancia un nostro vecchio pallino: l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti presieduta da Franco Bassanini, unico campione nazionale in grado di rilevare il boccone MPS senza rimanere travolto dalla maledizione ABN Amro, che ha fatto fuori già Royal Bank of Scotland e Fortis. Perché la storia e le opere di Antonveneta sono già andate una volta all’estero e non ci sono in giro, come allora, campioni della finanza cattolica come Emilio Botin ed Ettore Gotti Tedeschi pronti e disponibili ad intervenire.

Ma cosa è successo per riportare in alto le quotazioni delle CDP? Due fatti importanti: il parere della Bce che apre questo articolo e il passaggio della quota detenuta da Bankitalia in Generali (4,5%) al Fondo Strategico Italiano. L’ipotesi che con lo stesso meccanismo la Cassa entri nel capitale MPS non è azzardato, considerato che l’Ente è fuori dal perimetro della Pubblica Amministrazione (pur essendo controllato al 70% dal ministero del Tesoro). Nessun problema di liquidità, visto che la Cassa può contare su circa 200 miliardi di euro del risparmio postale. L’Huffington Post vede favorevolmente questa ipotesi in nome della vecchia amicizia fra Bassanini, gran conoscitore delle cose senesi, e l’ex presidente Mussari. In nome della discontinuità: cambiare tutto per non cambiare nulla.