Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Mps Daaca Roma: "Cose mai viste"

"'Ramo d'azienda', un colpo di mano preordinato"

ROMA. Credevamo di averle viste tutte, ma sono riusciti a sorprenderci ancora.

Non è necessario ribadire in questa sede cose che sono ormai scritte ovunque sul cosiddetto accordo relativo alla esternalizzazione del cosiddetto backoffice MPS in Fruendo srl; è scolpito nella pietra che questo accordo costituisce un precedente assolutamente innovativo e, a nostro avviso, dannoso, comportando la fuoriuscita da un grande gruppo bancario in una srl di nuova costituzione, senza partecipazione della banca cedente, senza nessuna seria, esigibile garanzia occupazionale, quale una lettera individuale di reintegro in caso di crisi occupazionale.

Ci è stata sbandierata insistentemente la validità di un progetto che non ci convince, per sottolineare come sarebbe interesse prima di tutto di Fruendo, quindi di Bassilichi e di Accenture, che le lavorazioni cedute offrano un adeguato servizio alla banca, che i lavoratori passino alla cessionaria con la convinzione di avere solide opportunità occupazionali anche in considerazione di un accordo con la banca che dovrebbe avere una validità di 18 anni, rinnovabile, quindi una commessa credibile, a lungo termine. Peccato che ci sia stata ostinatamente negata la lettura di tale accordo tra le parti, peccato che non si sia voluto scriverlo nell’accordo di esternalizzazione; ancora più peccato che alla nostra richiesta di avere almeno – nel testo dell’accordo – l’impegno di Fruendo ad escludere per almeno un certo numero di anni l’eventualità di ulteriori cessioni del cosiddetto ramo d’azienda in questione non solo tale impegno è stato rifiutato, ma, al contrario, è stato esplicitato che tale eventualità è presa in considerazione come possibile!

Niente di tutto ciò ci ha sorpresi, da un anno e mezzo il managemet del Monte dei Paschi ha dimostrato una vocazione autoritaristica, una indisponibilità al negoziato, una chiara volontà di espellere in ogni modo i lavoratori, sprezzante del parere del più grande sindacato interno e di altre tre sigle.

Ci ha sorpreso invece qualcosa di mai visto; prima di tutto la fretta dimostrata dalle quattro sigle firmatarie di accelerare la chiusura del negoziato mentre stavamo riscontrando una possibile apertura sull’allungamento oltre i 36 mesi invece stabiliti per il mantenimento dei poli; poi, ancor più stupefacente, la comparsa improvvisa nell’ipotesi di accordo di una premessa che definendo le lavorazioni svolte come un ramo d’azienda dotato di autonomia funzionale e gestionale, conforme all’art. 2112 del C.C. intendeva, per ammissione aziendale, tutelare la parte datoriale nei confronti della probabili cause individuali da parte dei lavoratori. Un colpo di mano preordinato: che mira ad indebolire i già maltrattati lavoratori incappati in un destino che non capiamo ancora perché debba essere loro.

Nessuno può spiegare ai lavoratori perché dei sindacalisti debbano firmare una dichiarazione che non corrisponde alla realtà dei fatti, che non coincide con l’opinione dei lavoratori, che ha il solo, dichiarato scopo, di indebolire la posizione legale degli esternalizzati: questo è immorale e non mancheremo, ove possibile, di portare tutti davanti alle loro responsabilità, in ogni sede riusciremo a farlo!

I lavoratori del Monte dei Paschi e della Fruendo possono cominciare a sfiduciare questi sindacalisti stracciando le tessere per evitare che continuino a danneggiarli.

Ma invitiamo il management della Fruendo a riflettere sul fatto che non è nell’interesse di nessuno, neanche di Fruendo, che i lavoratori si sentano precari e insicuri; forse esistono ancora gli spazi per evitarlo fino in fondo. Ciascuno pensi se vuole fare la sua parte.

RSA DAACA di ROMA