Mps cede l’information tecnology

Interessata all'acquisto Fsi attraverso Cedacri

SIENA.  Secondo quanto riporta FinanzaReport, banca Mps intende vendede la piattaforma di  servizi di information tecnology. Interessata all’acquisto sarebbe Cedacri, del gruppo Fsi, partecipata dalla Cassa Depositi e Prestiti, che oggi perfezionerà l’acquisto del 27 per cento  per 100 milioni di euro dell’azienda attiva nella fornitura di servizi di Information Technology in outsourcing.  

“Cedacri – scrive ancora Finanza Report – sarà utilizzata come pivot per operazioni di crescita per linee esterne nel campo, appunto, del Fintech. La partecipazione sarà acquisita dalle banche azioniste, tra cui figurano Banca Mediolanum, Banco Desio, Unipol Banca, Cassa di Risparmio di Asti, Banca Popolare di Bari, Banca del Piemonte, Credem e Cassa di Risparmio di Bolzano.

Con gli attuali soci sarebbe stato studiato un piano per rendere Cedacri un campione nazionale del settore dei servizi informatici sull’esempio della francese Atos Origin e procedere anche con la quotazione in Borsa. Uno dei primi passi in avanti del progetto è rappresentato non solo dall’interesse per la piattaforma IT che la banca senese intende dismettere tramite uno scorporo ma anche per altre piattaforme che altre banche vogliono cedere in quanto non facenti più parte del core business.

L’espansione di Cedacri sarà sostenuta da FSI anche grazie alle nuove risorse raccolte sui mercati internazionali tra diversi investitori di peso, interessati alla nuova vista del fondo dopo i sei anni di esperienza del Fondo Strategico Italiano. Oggi FSI è un fondo di fondi sovrani specializzato sul Made in Italy e tra i nuovi investitori si parla dello European Investment Fund (Fei) e del Qatar. Attualmente la compagine azionaria vede la presenza oltre che della CdP anche dei fondi sovrani del Kuwait (Kia) e di Singapore (Temasek). Finora sono stati raccolti più di 1,2 miliardi di euro ma non è escluso che l’ammontare di nuove risorse finanziarie non cresca ulteriormente con l’ingresso di ulteriori investitori”. 

  • La Diana

    se fosse vero altro pezzo che va via dalla città/toscana, con un indotto su ditte esterne di software piene di senesi/toscani e indotto su Siena e Firenze nei vari punti di ristorazione pausa pranzo devastante (vedi punti di ristoro da Antiporto a Camollia per esempio… se si parla della sola Siena …), mi pare inoltre strano per una banca che mette tra i primi punti del suo piano industriale la Digitalizzazione fare a meno del suo polo informatico… cmq ormai questa città non riesce più a fare nulla se non prodotti tipici (che tutti consumeranno molto meno) e portare il palio in tribunale… di lavoro non se ne parla e nemmeno ci si muove più… come se non ci fosse più un domani.