“La manovra del popolo e il regalo a banche, Bankitalia e Consob”

L'Associazione Vittime del Salvabanche critica l'insoddisfacente manovra per rimborsare i risparmiatori truffati e lo "scudo" per istituti e autorità di vigilanza

FIRENZE. Dopo l’insoddisfacente norma sui rimborsi un’altra doccia fredda dal Governo del cambiamento. Nella manovra, la norma sui rimborsi ai risparmiatori contiene lo scudo per gli istituti e le autorità di vigilanza.

In pratica la legge garantisce un rimborso del 30 per cento agli azionisti truffati che abbiano visto riconosciute le proprie ragioni dall’arbitro Anac o da quello Consob o da un giudice. Ma se accetti il rimborso devi rinunciare a citare in giudizio le banche, Consob o Bankitalia, rinunciando così a recuperare il 70 per cento mancante.

Ad accorgersene per primo l’ex senatore Andrea Augello, che abbiamo conosciuto ed apprezzato  durante la Commissione d’Inchiesta sulle Banche, di cui a fatto parte. Leggiamo testualmente: “L’accettazione equivale a rinuncia all’esercizio di qualsiasi diritto e pretesa connessi alle stesse azioni”, recita la lettera F, del comma 3 dell’articolo 38 della manovra. Lo dichiara in un’interessante intervista uscita oggi su Il Fatto Quotidiano.

Se una sentenza ha dato ragione al risparmiatore, perché quest’ultimo non potrà rifarsi sulla banca per il restante 70 per cento? La manleva non era prevista per gli obbligazionisti. In quel caso, peraltro, il rimborso avveniva a carico di un fondo alimentato da tutte le banche italiane. Per gli azionisti, invece, il ristoro avviene con fondi pubblici.

Come si legge nell’intervista ad essere maliziosi verrebbe da pensare che la malleva è nata dalla constatazione che in questi mesi sono stati molti i truffati che hanno ottenuto dai giudici sentenze che obbligano le nuove banche, nate dalle ceneri di quelle in dissesto, a risarcirli. “Un bel guaio – si legge nell’intervista – per gli acquirenti degli istituti, da Intesa a Ubi (che si è presa Etruria, Marche e CariChieti). E l’altro bersaglio da proteggere sono le autorità di vigilanza. Davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, Consob e Bankitalia si sono rinfacciate di non essersi fornite tutte le informazioni critiche di cui disponevano. Ne è emerso il sospetto concreto che si sia trattato di una “distrazione di sistema”: le banche in difficoltà hanno piazzato strumenti agli ignari risparmiatori sotto l’occhio socchiuso dei vigilanti, che a disastro emerso hanno accusato i banchieri di aver tenuto nascoste le nefandezze.”

Nelle maglie della norma sui rimborsi si nasconde un’operazione scorretta, che mette al riparo Bankitalia e Consob dalle carte emerse in commissione banche e dalle prime sentenze della magistratura che invece ne riconoscono le responsabilità. Questo condono non deve diventare legge, la nostra Associazione cercherà la collaborazione di Andrea Augello e si muoverà affinché questo non avvenga.

Letizia Giorgianni

Presidente Associazione Vittime del Salvabanche