Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

La Fondazione proroga lo standstill con i creditori

Ancora due settimane di tempo per rinegoziare il debito

di Red 
SIENA. Nei giorni scorsi la Fondazione MPS aveva bloccato l’operazione di vendita delle azioni Monte dei Paschi in suo possesso, perché il titolo era sceso troppo in Borsa, da 0,38 fino a 0,24 euro. Cioè a valori non congrui per il ripianamento dei debiti contratti con il pool di dodici istituti di credito, capitanati da Mediobanca. Per completare l’operazione, al termine della quale la percentuale di Palazzo Sansedoni sarà scesa dal fatidico 51% al 34,5%, occorre prendere tempo, visto che lo standstill negoziato in precedenza è scaduto il 30 aprile 2012. Nel tardo pomeriggio le agenzie hanno comunicato che “I creditori hanno concesso alla Fondazione azionista di Banca MPS, una proroga di due settimane (fino al 15 maggio) per rinegoziare il debito”. Alla fine le banche si divideranno una cifra intorno a 650 milioni di euro, mentre i rimanenti 350 milioni circa sono oggetto in questi giorni del piano di riscadenzamento rateale. Sempre sperando che Rocca Salimbeni, con il nuovo corso inaugurato pochi giorni fa dal neopresidente Alessandro Profumo, possa garantire dividendi generosi al suo ancora principale azionista.
Intanto le contrattazioni al FTSE MIB hanno visto il titolo MPS protagonista della prima seduta settimanale con +1,63% a euro 0,2683. Ma senza che il governo Monti riesca a incidere sull’economia nazionale con una seria programmazione di investimenti per stimolare la crescita del Pil ogni soluzione potrebbe risultare inutile. Dove reperire le risorse? Ballano ormai dalla scorsa estate ben 150 miliardi di euro italiani. Si tratta dei soldi che tanti cittadini hanno portato fraudolentemente in Svizzera senza pagare le tasse. I governi tedesco, inglese e austriaco, per contrastare le illegalità dei propri concittadini hanno firmato un accordo con la Confederazione Elvetica che provvede a recuperare i soldi delle tasse evase e a versarli all’erario. Sarebbe facile per Mario Monti recuperare con un accordo simile circa 50 miliardi e finanziare le politiche di sviluppo senza tassare ulteriormente gli italiani. Ma il governo, come quello precedente di Berlusconi nicchia e perde tempo, forse sperando che gli evasori riescano a trasferire i soldi in altri paradisi fiscali. La comunità europea si è schierata per l’azione di recupero delle tasse evase. L’Italia è un paese dove rispettare le leggi è un optional, evidentemente per scelte politiche dei partiti, sia al governo che all’opposizione.
Al presidente della Fondazione MPS sarebbe stato perciò concesso di non rispettare l’articolo 4 dello statuto, là dove recita: “La Fondazione non può contrarre debiti per un importo complessivo superiore al 20% del proprio patrimonio”.  Alla data del 7 luglio 2011, l’ente sapeva benissimo di non valere 5 miliardi di euro, ma poco più della metà ERGO non avrebbe potuto prendere a prestito il miliardo con cui ha coperto l’aumento di capitale estivo, che si è dimostrato il perno del fallimento del sistema Siena.