Industria e lavoro 4.0: Federmanager chiede ai politici più impegno

"Formazione e innovazione tecnologica devono procedere di pari passo e Siena può essere la sede adatta per portare nuove idee e cambiamenti strutturali"

SIENA. Il presidente di Federmanager Siena lancia un appello alle forze politiche senesi perché si adoperino per una legge di bilancio che dia maggior peso ai provvedimenti legati alla fase due del piano Industria 4.0 dedicato al lavoro 4.0.

Negli ultimi tempi anche a Siena sentiamo parlare sempre di più di Industria 4.0. Purtroppo spesso si ritiene che gli incentivi e i progetti del governo in proposito possano riguardare settori lontani dalla realtà senese.

In verità le eccellenze industriali della nostra provincia sono numerose. Molte hanno già superato la fase di inserimento della robotica nei processi produttivi e si avviano all’ utilizzo di macchine intelligenti interconnesse e collegate in rete. Big data e cluod, stampanti 3D e realtà aumentata, advanced manufacturing solution e lean supply chain sono ormai terminologie e strumenti  di uso comune.

Inoltre tali concetti possono essere facilmente estesi non solo al classico manifatturiero, ma anche a settori tipici della nostra realtà economica: agroalimentare, cultura, settore dell’accoglienza. E gli incentivi statali concessi con il Piano “Industria 4.0” possono trovare  applicazione anche in queste aree.

Per questo dobbiamo fare pressione verso i nostri amministratori e rappresentanti in Parlamento perché la legge di bilancio continui a costituire il volano per far decollare il Piano lavoro 4.0. A fronte del previsto taglio del credito di imposta dal 50% al 40% per i programmi formativi per le aziende che investono su tematiche digitali e di innovazione, dobbiamo invece insistere perché sia corretto il tiro e siano invece ampliati i fondi per la formazione 4.0 che devono aiutare a sanare il gap di competenze digitali in azienda.

Come ha detto il presidente nazionale di Federmanager, Stefano  Cuzzilla: “non si può procedere con la logica del rubinetto, secondo la quale, finché c’è qualche avanzo di bilancio, si finanziano competenze e formazione in azienda, e poi si vede. Non è quello che serve in questa fase storica, dove abbiamo bisogno di una spinta pubblica che ci permetta di dotarci in tempi brevi di persone capaci di gestire processi e sistemi nuovi e altamente complessi”.

Formazione e innovazione tecnologica devono procedere di pari passo e Siena può essere la sede adatta per portare nuove idee e cambiamenti strutturali in particolare in tutte le aree connesse alla risorsa “turismo”, dove non possiamo accontentarci della gestione del patrimonio artistico e paesaggistico esistente, ma dove rinnovare significa anche avvalersi di risorse umane adeguatamente preparate.

Chiediamo quindi alla politica senese di operare ad ogni livello perché lo Stato accanto al sostegno agli  investimenti in progetti innovativi, faciliti con adeguate decontribuzioni la formazione e il ricorso alle figure professionali più preparate. In questo modo potremo non solo sostenere le aziende che vogliono affrontare la loro trasformazione verso le nuove forme di integrazione tecnologica, ma anche garantire la competitività del sistema Siena nel quadro della domanda turistica internazionale.

A Siena manifatturiero, ambiente e cultura possono tranquillamente coesistere nel segno della trasformazione digitale e rappresentare la vera opportunità di rilancio della città.