Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Fondazione: JP Morgan dà al Tesoro l’ok delle banche senza Credit Suisse

Ci sarà una moral suasion per fare accodare anche gli svizzeri?

di Red 

SIENA. Lo scorso 28 giugno 2011 il titolo MPS valeva circa 49 centesimi di euro, mentre oggi 2 marzo 2012 viaggia intorno i 42, non troppo lontano. Il mercato si aspetta che la prossima settimana si arrivi anche a 0,45 euro, tra alti e bassi borsistici. Per esempio oggi è venerdì, giorno di realizzo per molte posizioni che devono recuperare guadagni, e il titolo sarà probabilmente stazionario o ribassista.
Il cittadino non capisce che differenza ci sia tra ora e allora: al pool di 11 banche più Credit Suisse stava bene nel giugno 2011 prestare quattrini alla Fondazione MPS. Anche se tutti quanti non avevano la più pallida idea di come Palazzo Sansedoni avrebbe fatto a rimborsare il debito contratto. Infatti era giunta la mazzata che l’utile della banca, promesso in campagna elettorale, non esisteva.

Gabriello Mancini, il primo aprile 2011 o giù di lì, aveva fatto finta di credere alla promessa di Mussari e del Cda in merito ad una una distribuzione di quattrini agli azionisti, per tirare la volata a un Ceccuzzi che aveva qualche affanno nel cercare i consensi per essere eletto al primo turno. Non importa se, questo ha comportato, poi,  di incartarsi a sua volta in una spirale debitoria dalla quale non sembra vedersi una fine accettabile della storia. Questa scelta costò anche le dimissioni di Parlangeli, immediatamente accolte e seppellite sotto il silenzio degli incarichi.

Oggi, la preoccupazione del crollo totale della nomenklatura senese è palpabile. Certamente se uno fa il deputato a Roma vive più tranquillamente, ma che ci volete fare? Il richiamo della foresta è sempre più forte e l’allontanarsi dal Palaestra ieri sera per un malore del primo cittadino ci fa temere per la depressione. Del titolo in borsa. O forse non gli avevano spiegato che si poteva anche perdere: tanto ai playoff ci sarebbe andata la Mens Sana.

Uno pensa: “va bene che c’era il covenant, ma ora che siamo risaliti ben oltre i livelli di guardia e in fondo anche lo spread a 300/320 punti base è una sicurezza, perché non torna tutto come prima?” Perché è un pastrocchio! Con un creditore fuori dal coro come Credit Suisse. E come altri che hanno scoperto che non tutti hanno gli stessi diritti, e c’è chi può arraffare per primo e lasciare briciole ai secondi. Divide et impera, era il motto della politica romana ma evidentemente il giochetto a Mancini non è riuscito, e adesso come tutti i forti con i deboli è alla mercé di chi è più forte di lui.

JP Morgan comunica che al Tesoro, che deve dare l’ultimo benestare per la vendita del 15% di azioni MPS della Fondazione, che le 11 banche del pool hanno firmato le lettere di consenso. Si aggiungerà Credit Suisse? Per ora si nega e sta alla finestra: non ha firmato la liberatoria.

Gira e rigira non possiamo fare a meno di notare che le banche appena nominate, insieme a Mediobanca (che ha un credito con la Fondazione di 190 milioni), sono nell’elenco dei soliti noti che sbrigarono le pratiche finanziarie con cui Monte dei Paschi acquistò dal Santander banca Antonveneta, senza neanche prendersi l’onere di fare una due diligence.

La gente normale si allontana dai cattivi consiglieri, ma evidentemente a Siena non è così.