Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Fisac Mps: "La banca giochi a carte scoperte"

Commento sindacale sui dati e sulle scelte aziendali

SIENA. Come abbiamo appreso ieri sera dalla stampa, e come ci è stato confermato stamattina in un incontro unitario con l’Amministratore Delegato, il CdA della Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato i risultati al 30 giugno 2013.

Si tratta di un risultato che sicuramente risente delle difficoltà economiche generali del Paese e del Settore, ma che conferma la necessità, da noi più volte ribadita, di dotarsi di un Piano Industriale non incentrato unicamente sui tagli ma anche sul rilancio commerciale della Banca che permetta un rapido ritorno alla redditività. Non possiamo non rilevare come manchino da questo punto di vista chiari segnali di controtendenza ed anzi dobbiamo registrare, sul fronte delle assunzioni di manager esterni, episodi che, oltre ad essere incoerenti con la politica di riduzione dei costi, suscitano perplessità in riferimento al mancato allineamento di talune delle professionalità ingaggiate con le reali necessità (è il caso del nuovo Responsabile della Rete proveniente dal mondo della telefonia).

Il CdA ha inoltre confermato la scelta delle esternalizzazioni e ha selezionato – anche questa notizia era stata in parte anticipata nei giorni scorsi dalla stampa – “Accenture e Bassilichi come joint bidders con i quali continuare la negoziazione in esclusiva”; durante l’incontro ci è stato comunicato che i prossimi mesi di agosto e settembre serviranno all’Azienda a fare tutti gli opportuni approfondimenti con le società coinvolte.

È francamente sconcertante che in assenza di una risposta da parte della UE sulla revisione del Piano Industriale – i cui contenuti non conosciamo – si confermi una scelta che, come tutti hanno capito, non ha niente a che vedere con la riduzione dei costi, ma rappresenta unicamente lo smantellamento delle garanzie occupazionali e contrattuali ed è quindi, in quanto tale, inaccettabile.

È lecito pensare che si voglia comunque portare a termine questo attacco al contratto per poi occuparsi, magari sull’onda delle “pressioni” europee – sulle quali sarebbe opportuna una presa di posizione delle autorità di Governo – di una nuova ondata di misure di taglio dei costi tutte ovviamente a carico dei Lavoratori.

È ora che l’Azienda giochi a carte scoperte ed affronti organicamente il problema con le rappresentanze dei Lavoratori sulla base di tutti gli elementi conoscitivi a disposizione.

Registriamo infine come sul tema delle retribuzioni del top management, chiaramente e criticamente all’attenzione anche delle autorità europee, persista un impenetrabile silenzio.

 

LA SEGRETERIA FISAC MPS