Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Fisac-Cgil: "Mancini ha scritto la pagina più nera della Fondazione Mps"

Con la sua consueta arroganza e con il voto favorevole della maggioranza della Deputazione amministratrice, è andato avanti

SIENA. “In occasione dell’assemblea dei soci della Banca MPS, il presidente della Fondazione MPS, Gabriello Mancini ha scritto la più nera delle pagine della storia di Siena.”

Questo scrivevamo il 10 ottobre dello scorso anno dopo l’Assemblea degli Azionisti della Banca, che decretava l’aumento di capitale senza diritto di opzione a totale discrezionalità della Banca. Ci sbagliavamo. Il Presidente Mancini è andato oltre.

A pochi giorni dalle elezioni comunali per il nuovo Sindaco di Siena e soprattutto a poco meno di un mese dalla scadenza delle cariche dei membri dell’attuale Deputazione, forzando la mano, ha voluto approvare le modifiche allo Statuto della Fondazione.

Con la sua consueta arroganza e con il voto favorevole della maggioranza della Deputazione amministratrice, è andato avanti senza tener conto delle richieste della gente e di quasi tutte le forze politiche e nonostante l’esplicita richiesta del Commissario Laudanna che in una lettera inviatagli qualche mese fa, scriveva testualmente: “…si richiede che l’acquisizione della posizione del Comune venga differita a quando il Comune possa disporre degli organi elettivi….per non privare un così importante ed interessato interlocutore della possibilità di formulare le proprie osservazioni e proposte, assunte nella pienezza delle competenze istituzionali…”

Perchè tutta questa fretta?

In fondo mancano pochi giorni alle elezioni comunali. Non potevano aspettare?

Non ci pare infondato il dubbio che tutto ciò faccia parte del disegno complessivo di allontanamento della Banca da Siena.

Il primo atto si è concretizzato nell’Assemblea degli Azionisti del 9 di ottobre 2012, con la decisione della Fondazione di conferire al Presidente del CdA della Banca, Profumo, pieni poteri decisionali sul futuro dell’Azienda; adesso la modifica dello Statuto della Fondazione senza il coinvolgimento del Comune di Siena, delle Istituzioni e soprattutto dei cittadini senesi. Il prossimo e definitivo atto potrebbe essere quello dell’eliminazione del vincolo del 4% e del conseguente aumento di capitale  che diluirebbe notevolmente la partecipazione della Fondazione nel capitale della Banca.

La Fisac CGIL di Siena non può che condannare tali decisioni, che mettono fortemente a rischio il futuro della Banca, dei  Lavoratori e la ripresa economica del territorio e si auspica che i risultati delle prossime elezioni amministrative portino veramente a quel cambiamento necessario per tutelare realmente il territorio e la comunità a partire dalla difesa dei diritti e del futuro di tutti i Lavoratori.

La Segreteria Fisac-Cgil provinciale di Siena

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