Burrini (SpS): “Da Mps ai partiti 10 o 153 milioni?”

SIENA. Da Sergio Burrini (Sinistra per Siena) riceviamo e pubblichiamo.

“In occasione dell’assemblea ordinaria del 12 aprile 2018 di Banca Monte dei Paschi di Siena, fra le domande poste dai soci per iscritto ce ne sono due che hanno avuto risposte differenti. Eppure dalle risposte si può aggiungere un altro piccolo tassello di verità all’enorme mosaico rappresentato dai crediti in sofferenza (tre volte la media del sistema creditizio italiano) che rappresentano tuttora l’ostacolo principale al rilancio della Banca stessa.

Nella prima domanda si chiedeva l’elenco dei versamenti e dei crediti ai partiti, alle fondazioni politiche, ai politici italiani ed esteri. Nella risposta si affermava che il MPS al 31 dicembre 2017 vantava crediti nei confronti di 13 partiti politici per complessivi €10 milioni.

La seconda domanda era simile alla prima, ma ampliava l’arco delle erogazione comprendendovi anche sindacati, partiti o movimenti, fondazioni politiche (come ad esempio italiani nel mondo) ed associazioni di consumatori, insomma “Istituzioni ed enti con finalità di assistenza, beneficienza, istruzione, culturali, sindacali, politiche, sportive, ricreative e simili”, vale a dire tutto il mondo che indirettamente è legato a gruppi di potere politici.

La risposta a questa domanda apre una voragine: altro che 10 milioni di Euro! Le cifre sono strabilianti: in totale 153 milioni di Euro!

Comunque sia questi €153 milioni complessivi rappresentano a loro volta una modesta porzione di quanto concesso, a suo tempo, da parte della Banca MPS ad alcune società, cooperative ecc. legate a gruppi di potere politici e non.

A questo punto mi chiedo, perché è stato dato rilievo solo alla prima risposta, senza rendersi conto di quanto sia stata parziale, e non c’è stata un’informazione completa?

Non è giustificabile che queste notizie non vengano colte con indifferenza dalle istituzioni di vigilanza bancaria e della Borsa, dai governi che si sono succeduti, per non parlare delle istituzioni senesi (Fondazione, Consiglio comunale e Sindaco in testa), nonché da gran parte dell’opinione pubblica. Non sono stati colpiti solo coloro che hanno subito rilevanti perdite finanziarie (azionisti e sottoscrittori di obbligazioni subordinate) e uno sparuto gruppo di cittadini che si sono attivati affinché emergessero le responsabilità di quanto accaduto, ma la città e la sua economia in generale. Evidentemente per questi soggetti le regole, le norme legislative, la correttezza, l’etica, la moralità sono termini privi di consistenza e significato”.