Buongoverno Mps: “Necessario commissariare la banca”

"Maggiori tutele giudiziarie verso l'accertamento della verità e delle responsabilità"

SIENA.Dall’Associazione Buongoverno MPS riceviamo e pubblichiamo.

“L’Associazione Buongoverno MPS continuerà nel 2019 la sua azione di informazione e tutela, nei confronti dei suoi aderenti, e di accertamento di tutte le verità sulla triste vicenda del Monte.

Non possiamo infatti accettare che le colpe delle scellerate scelte, che hanno condotto all’attuale critica situazione della Banca, cadano nell’oblio.

Assicuriamo che i nostri Soci, che si sono costituiti parti civili nel processo concernente i derivati Alexandria e Santorini, saranno rappresentati nella prossima udienza del 18 marzo a Milano, nella speranza di eventuali sviluppi, alla luce di novità rappresentate da recenti sentenze in merito alla valutazione in bilancio di tali strumenti finanziari.

Ricordiamo che siamo a disposizione anche degli ex obbligazionisti subordinati, diventati, per la quota non ristorata, possessori di azioni, per il cui valore assistiamo all’ennesimo quasi completo azzeramento.

Dalla lettura dei dati relativi alla Trimestrale di settembre 2018, ci sembra che non emerga una rappresentazione realistica della realtà aziendale, in particolare per la sottostima degli accantonamenti riferibili alle vertenze giudiziarie, in sede penale e civile, e alle richieste stragiudiziali.

A tal proposito, ci pare che le risposte fornite e diffuse dalla Banca, su richiesta di approfondimento sull’argomento avanzata dalla Consob, in data 21 dicembre 2018, siano generiche e soprattutto non esaustive.

Per il bene del Monte, ci sembra ormai inderogabile, secondo anche quanto garantito in campagna elettorale dalle forze politiche attualmente al Governo del Paese, il Commissariamento della Banca, come appena avvenuto per Carige il 2 gennaio 2019.

Tale atto, che non comporterebbe ricadute negative né dal punto di vista occupazionale, né operativo per i risparmiatori, garantirebbe, a nostro avviso, maggiori tutele giudiziarie verso l’accertamento della verità e delle responsabilità. Ci sembra, infatti, che anche le gestioni successive a quella disastrosa di Mussari e Vigni, pur nella conseguente oggettiva difficoltà, non abbiamo affrontato le problematiche con la necessaria determinazione.

Per quanto riguarda gli aspetti della Finanziaria relativi alle Banche, restiamo perplessi sulla declinazione dell’Art. 38, in cui si parla di rimborso al 30 per cento degli azionisti.

Siamo in attesa del parere della Commissione europea, ma ci risulta che tale ipotesi collida con la Direttiva UE 54 che disciplina la risoluzione delle crisi bancarie, in cui vengono presi in considerazione i soli obbligazionisti”.