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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Brogi (IC): “L’Università rappresenta il nostro futuro”

Innovazione e ricerca sono state le risposte dell'Ateneo alle sfide che ha dovuto affrontare

SIENA. Da Marco Brogi (In campo) riceviamo e pubblichiamo.

“I corsi di laurea che oggi offre non sono pochi, e molti di questi sono caratterizzati da ampie e preziose collaborazioni internazionali. L’Ateneo ha saputo rispondere nel corso degli anni alle sfide che si è trovato di fronte, modificando e ristrutturando la sua identità, puntando sull’innovazione e la ricerca, coinvolgendo, di riflesso, il territorio.

Questo è stato riconosciuto dall’istituto di ricerca Censis che ha collocato Siena ancora al 1° posto nella classifica dei medi atenei statali nel 2017, e dal MIUR, che ha riconosciuto ben 4 dipartimenti dell’Ateneo senese tra quelli di eccellenza nazionale, garantendo l’erogazione di un finanziamento di circa 5 milioni di euro, che permetterà di rafforzare e valorizzare l’eccellenza della ricerca, con investimenti in capitale umano, infrastrutture e attività didattiche di alta qualificazione.

Per quanto riguarda il rapporto con il territorio, è importante sottolineare come l’Università si inserisca non in una città qualunque, ma in un tessuto specifico, che ha una storia, una tradizione, dei valori, delle caratteristiche economiche e sociali.

Il nesso con la territorialità non deve e non può, quindi, essere qualcosa di standardizzato, ma anzi un fattore di originalità e identificazione, che richiede alla città l’impegno a trasmettere e trasferire il proprio patrimonio secolare.

Importante dunque è la promozione di iniziative culturali condivise, perché l’Università è un ambito ricco di competenze culturali e di professionalità, che può essere messo a disposizione per la crescita del territorio, per i giovani e gli adulti, con iniziative aperte alla cittadinanza che vedano impegnati i protagonisti della vita accademica.

Per questo motivo abbiamo sottolineato nel nostro programma quanto sia importante dare spazio agli eventi di alto spessore scientifico unito all’intrattenimento, prendendo come modello il successo di BRIGHT, e progettare altre attività che interessino cittadini e studenti, italiani e stranieri, aumentando le occasioni di integrazione e interazione, potenziando l’informazione e ristrutturando l’accoglienza.

Altro tema centrale è quello dell’interazione, a livello giovanile, della comunità universitaria con il resto della comunità cittadina attraverso esperienze e metodologie come quelle che portano alla creazione di Tavoli permanenti con gli enti locali e gli altri soggetti istituzionali. A questo proposito può rivelarsi molto importante Sostenere la progettualità della Conferenza città universitaria che riunisce la rappresentanza studentesca insieme a Comune, Unisi, Unistrasi, Dsu, Conservatorio Rinaldo Franci e Siena Jazz per definire le priorità di Siena come Città universitaria e le politiche di governance comuni tra questi soggetti.

Infine va citata anche l’importanza del rapporto con il mondo della scuola (partenariati culturali) fino al punto cruciale delle iniziative sull’orientamento formativo e professionale che vedono impegnate le Università nella difficile opera utile ad identificare, nelle numerose offerte formative possibili, la strada giusta per ogni neo diplomato. Forse è su questo aspetto che la nostra università avrebbe maggiore necessità di aggiornarsi, attivando programmi di tutoraggio con lo scopo di seguire gli studenti sin dagli ultimi anni di formazione liceale, così da individuare il percorso di studio più adeguato secondo quelle che sono le skills di ogni ragazzo, così come avviene nelle più importanti università europee e d’oltreoceano.

Per concludere, non si può non sottolineare la necessità di rapporti con il mondo dell’impresa. Una città per crescere e dare risposte di speranza e di futuro ai propri cittadini ed in particolare ai giovani ha necessità assoluta di creare reti, di fare sistema e di individuare nell’Università un punto cruciale di tale sistema, un trait d’union con il mondo del lavoro.

Questo sarà fondamentale, se si vuole che la città non diventi “un paese per vecchi”.”