Il dopo assemblea Mps: “Un percorso tutto in salita”

Le dichiarazioni di Buongoverno Mps, delle Vittime del Salva Banche e di Pietraserena

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SIENA. Un Morelli realista, e come altri del CDA forse troppo ottimista, quello che ha presieduto l’assemblea dei soci di ieri, della più antica banca italiana, per anni nelle mani della Fondazione Mps, emanazione dei poteri politici locali senesi e nazionali, che ieri appunto non è riuscita a svolgere la parte straordinaria dell’assemblea per mancanza di azionisti.

L’assemblea è iniziata con solo il 16,3% del capitale sociale presente, senza i numeri per poter svolgere la parte straordinaria che avrebbe dovuto votare l’abbattimento del capitale sociale a copertura della perdita residua al 31 dicembre 2016. I soci infatti erano stati convocati in data unica per approvare il bilancio 2016, chiuso in rosso per 3,7 miliardi. Questa parte quindi è rimandata a data ieri non precisata. Morelli non ha inoltre potuto dare dettagli sul piano per la trattativa in corso con Bruxelles. Neanche “l’orizzonte del piano è definito”, ha sostenuto in assemblea, aggiungendo poi che l’auspicio è quello di trovare un accordo che metta in movimento le iniziative per deconsolidare le sofferenze, che nel frattempo sono salite a 29 miliardi.

Ha inoltre aggiunto che la banca sta negoziando “un nuovo piano di ristrutturazione finanziaria (più che industriale) con la Bce che sarà radicalmente diverso rispetto a quello elaborato al suo interno e presentato al mercato”. Purtroppo ancora incertezze e“cambi di passo”.

Ma a domanda più cruciale e diretta sulla sorte degli obbligazionisti subordinati Morelli risponde che in questo caso occorrerà sottoporsi alla procedura disciplinata dalla direttiva europea Brrd. Nelle slide proiettate è sancita la loro conversione in azioni, per tutti i 4,3 mld. esistenti, senza alcuna distinzione tra i possessori.

Molto preoccupante invece, e ancora una volta poco chiara, l’indicazione di Morelli sui tempi per il risanamento della Banca “Ci vorranno anni per recuperare i 28 miliardi di raccolta persa nel 2016”.

“Quello che leggo su molti giornali locali, in relazione all’Assemblea di ieri non mi sembra affatto lo stato dell’arte venuto fuori alla fine dell’estenuante maratona assembleare – sostiene il presidente dell’Associazione Vittime del Salva Banche, Letizia Giorgianni – era piuttosto chiara l’idea di un istituto ancora nel limbo: piano industriale, cessione delle sofferenze… tutto è appeso all’esito della trattativa con la Commissione Ue. Gli scenari sono dunque poco prevedibili, ma potrebbero non mancare colpi di scena e sacrifici importanti a carico dei risparmiatori. Una storia già vissuta con la risoluzione delle 4 Banche del novembre 2015”

L’Associazione Buongoverno, che già aveva votato contrariamente alla soluzione di mercato sottoposta alla precedente assemblea, ritenuta irrealizzabile, rimane perplessa sull’incertezza e sulle prospettive di continuità aziendale. Sottolinea inoltre, tramite la presidente Alberta Cambi che ancora una volta l’Italia e il futuro della Banca sono totalmente nelle mani della Bce e delle Autorità europee, a causa di mancate o inadeguate scelte nel recente passato.

L’Associazione cittadina senese “Pietra Serena” tramite il portavoce Romolo Semplici dichiara di essere uscita dall’assemblea di ieri con grandi perplessità. A parte le stranezze dei numeri, sia per quanto riguarda le presenze in Assemblea che sugli esiti delle votazioni, tanti aspetti e alcune dichiarazioni dei rappresentanti di Banca MPS hanno lasciato aperti troppi dubbi e troppi scenari.

Fanno sapere in una nota: “Pur apprezzando lo stile e la disponibilità del DG Morelli e del Presidente Falciai, alcuni dati e alcune operazioni da loro descritte appaiono in certo contrasto con le valutazioni dell’Associazione, e con precedenti dati a noi fornitoci. Soprattutto in merito alla composizione e alla provenienza dei crediti deteriorati e alla non condivisibile proposta di proseguire nella loro cessione in blocco, anziché approfondire l’analisi in modo capillare e procedere con più fermezza all’individuazione dei soggetti che potrebbero avere ricevuto crediti in modo eventualmente non regolare, e quindi al recupero di essi con maggiore rigore. Per non parlare di una troppa cautela nelle azioni a tutela della Banca,ma anche dei dipendenti, dei risparmiatori e degli azionisti.

Di queste e altre cose chiederemo maggiori dettagli nel colloquio a noi gentilmente offerto dal DG Morelli, che abbiamo intenzione di fare a breve. Tutto nell’ottica di collaborare per il rilancio di MPS, da sempre priorità assoluta per la nostra Associazione”.

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