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Ashoka Mody: “Perché continuare a tenere in vita Mps?”

L'economista di Princeton analizza la situazione in articolo per Bloomberg

SIENA. L’articolo è stato pubblicato da Bloomberg e ripreso da Finanzaonline. Il titolo la dice lunga: “L’Italia si deve svegliare e consolidare le proprie banche”, ma l’affondo contro il Monte dei Paschi è violento: “Non esiste una ragione concepibile per mantenerlo in vita”. La frase è contenuta in un artico di Ashoka Mody per Bloomberg.

L’economista, visiting professor di Princeton e già vicedirettore dell’FMI, calca la mano scrivendo che è inutile fondere gli istituti di credito italiani (che sono troppi), soprattutto con Mps, “la banca cronicamente malata, ripetutamente aiutata e ora posseduta dallo stato per quasi il 70 per cento”. Riprende anche una frase attribuita a Danièle Nouy, responsabile della supervisione bancaria presso la Bce”, secondo la quale alcune istituzioni finanziarie “devono morire in modo ordinato”. “Tentare di fonderle con quelle più grandi non è sufficiente. E in Italia, questo è vero soprattutto per il Monte dei Paschi di Siena. Non esiste una ragione concepibile per mantenerlo in vita”, afferma Mody.

“Le banche italiane hanno investito in modo rilevante nei bond governativi, creando ‘un doom loop’ in cui le banche soffrono quando l’aumento dei tassi di interesse e le preoccupazioni sulle finanze del governo scatenano perdite sui bond, erodendo il capitale delle stesse banche. Peggio, un rallentamento economico lascia le banche anche con un carico maggiore (rispetto a quello attuale) di NPL, allontanando gli acquirenti dei crediti deteriorati. Con le banche deboli che diventano sempre più un peso per il governo, il doom loop si intensifica“.

Insomma, l’Italia si  svegli e metta in sicurezza le banche prima che arrivi la tempesta.