Approvata la “legge Fiano”: il commento di Cenni

Inserito nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista

Susanna Cenni

ROMA.  “Non ho potuto non pensare a Vittorio Meoni, quando il nostro applauso ha salutato il voto finale. Per lui, per tutti gli antifascisti, per la democrazia. L’approvazione alla Camera della proposta di legge del Pd che introduce il reato di propaganda fascista e nazifascista è un messaggio importante e una risposta forte all’involuzione in atto nel linguaggio, nel confronto sui social e non solo, nel recupero di simboli, manifesti, gesti che un Paese come il nostro ritiene di aver consegnato al passato con la lotta di Liberazione e la Costituzione democratica. La modifica all’art 293 del codice penale, rafforza la tutela del nostro sistema democratico, garantendo che chiunque propagandi immagini o contenuti, anche attraverso il web, riconducibili al partito fascista o nazionalsocialista venga punito”. Così Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera commenta l’approvazione della legge Fiano, di cui è firmataria, che inserisce nel codice penale l’articolo 293 bis e pene da sei mesi a due anni per chi fa propaganda con immagini fasciste o naziste. Il testo prevede, inoltre, che le pene aumentino di un terzo se il reato è commesso usando internet e strumenti telematici.

“La legge – spiega Cenni –  punisce l’apologia di fascismo, introducendo l’aggravante della propaganda diffusa sul web. Per la prima volta nel nostro Paese, dopo le leggi Scelba e Mancino, si introduce nel codice penale una nuova fattispecie relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazifascista per colpire comportamenti che molto spesso vengono minimizzati o derubricati a folclore, come il cosiddetto saluto romano o la vendita di gadget, ma che in realtà diffondono idee di violenza, razzismo e discriminazione che non devono più tornare. Un pericolo che oggi è sempre più attuale grazie al fatto che attraverso il web e i social network bastano pochi click per veicolare messaggi, immagini o simboli a una immensa platea di destinatari. Proprio per l’alto grado di pericolosità e per la velocità di diffusione dei messaggi di odio, che sappiamo bene come possono agire indisturbati sulle pagine Facebook e raggiungere anche e soprattutto i nostri giovani, che nella legge si è introdotto l’aggravante se la propaganda avviene sul web”.

“Dopo il caso della spiaggia fascista a Chioggia – ha concluso Cenni – dopo l’intenzione del gruppo neofascista Forza Nuova di organizzare una “marcia” su Roma il prossimo 28 ottobre, dopo la pubblicazione su internet, sempre da parte di Forza Nuova, del manifesto sui neri stupratori di Gino Boccasile, che si ispira al fascismo e che è anche una palese istigazione all’odio razziale, è chiaro come il tema sia di estrema attualità. Anche nel nostro territorio non sono mancati episodi gravi, a partire dallo striscione esposto davanti all’asilo Monumento che attaccava l’educazione di genere fino all’apertura della nuova sede di Forza Nuova, intitolata oltretutto allo squadrista fascista Rino Daus, nel cuore della città. È importante fermare fenomeni e derive populiste ma soprattutto affermare, senza se e senza ma, che l’apologia del fascismo è un reato. Il nostro Paese e il territorio senese sono terre di resistenza, di memoria, di impegno democratico che è nostro impegno non tradire, né smarrire. Vittorio Meoni, che ci ha lasciato poche settimane fa, e molti altri, hanno dedicato la loro vita a difendere questi principi, a raccontare la loro storia alle giovani generazioni. Oggi facciamo, in qualche modo, anche in Parlamento la nostra parte, varando un contributo e un invito a non banalizzare mai simboli e parole che hanno generato morte, dolore e repressione della democrazia”.