Appolloni (SC): “Aggressioni: quando minimizzare non giova”

SIENA . Da Sena Civitas riveviamo e pubbblichiamo l’imtervento firmato da Oliviero Appolloni

“Verifichiamo ormai da molto tempo una intenzionale minimizzazione, da parte delle massime autorità responsabili alla sicurezza, della gravità dei tanti atti delinquenziali contro la proprietà e/o contro la persona di cittadini senesi. Chi governa le situazioni o è incaricato di tutelarne la normalità non può limitarsi a dichiarare la bontà delle condizioni di Siena nel confronto con altre comunità ormai disastrate.

Accade che la nostra comunità, anche per bocca di suoi illustri membri, si avverte obbligata a richiamare la necessità di provvedimenti capaci di frenare il degrado ormai avviato. Si percepisce un distacco tra cittadini e autorità che in maniera esecutiva applicano e lasciano applicare disposizioni che ignorano bisogni ed aspettative dei senesi. Abbiamo contestato già mesi fa tutto questo al signor Prefetto e al signor Questore. Le rassicurazioni allora fornite, contrastanti i dati da noi reperiti e prodotti, sono state confutate da molti fatti di cronaca, anche recenti. C’è chi pensa di organizzare squadre per gestire direttamente la sicurezza e chi si atteggia a fatalista.

In Consiglio comunale abbiamo approvato una mozione sul controllo di vicinato, giusto per “allertare” le persone su atteggiamenti anomali o sospetti che avvengono nel proprio territorio, impegnano il Sindaco e la sua Giusta ad azioni concrete che mettano sinergia, cittadini e forze dell’ordine, ma su questo tema l’Amministrazione comunale non ha fatto alcun passo in avanti.

Siamo dinanzi ad uno scadere del senso di appartenenza correlato ad atteggiamenti che vengono interpretati come lassisti. Chi riveste ruoli a tutela della pubblica tranquillità non può e non deve sminuire le gravità che si manifestino a danno dei singoli privati. Le conseguenze sociali possono risultare estremamente complicate. La città ha bisogno di realismo, di giustizia e della pace secondo il modello avito custodito nel suo Palazzo Pubblico. Chi non rispetta queste esigenze e reca danno agli altri non può continuare a pensarsi impunito”.