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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Parole in cammino: rinvio della IV edizione

L'vento si terrà nella prima settimana di ottobre

SIENA. L’emergenza coronavirus costringe a posticipare la quarta edizione del Festival della Lingua italiana (Parole in cammino – Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia (previsto a Siena per 1-5 aprile 2020) alla prima settimana di ottobre (1-4 ottobre).

Massimo Arcangeli, direttore artistico della manifestazione, e l’associazione “La parola che non muore”, insieme alle istituzioni che sostengono il festival, il Comune di Sienal’Università per Stranieri di Siena, l’Università di Siena e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, stringono in un abbraccio virtuale tutti coloro che, in questi giorni difficili, hanno contratto il virus o hanno familiari contagiati. A tutti un augurio di pronta guarigione, e agli altri (e a tutti noi) l’augurio che si possa presto tornare a fare una vita normale in compagnia di una cultura che, in situazioni di crisi come quella che al momento stiamo vivendo, si rivela tanto più preziosa.

Dichiara Massimo Arcangeli, direttore artistico della manifestazione: “ Ringraziamo le tante persone che, in quasi un anno di lavoro, ci hanno sostenuto con il loro impegno e il loro affetto, ci hanno fornito il loro prezioso e costante supporto, hanno collaborato con noi per la migliore riuscita possibile della manifestazione. Riprenderemo presto a lavorarci tutti insieme, con  rinnovato entusiasmo, trasformando l’emergenza in un’opportunità”.

“Mi spiace che si sia costretti a rinviare questo evento”, dichiara l’assessore all’Istruzione e all’Università del Comune di Siena, Paolo Benini, “approfitteremo del tempo che abbiamo davanti per migliorarlo ancora”.

“Siamo dispiaciuti per aver dovuto rimandare la quarta edizione del Festival”, dichiara a sua volta Francesco Frati, rettore dell’Università di Siena, “ma le misure urgenti che il Governo ha varato per il contenimento della diffusione del coronavirus ci impone di fare la nostra parte, rinunciando ad eventi il cui svolgimento non è coerente con tali misure. Il lavoro organizzativo compiuto in questi mesi, tuttavia, non sarà buttato”.

Per Carlo Rossi, presidente della Fondazione Montepaschi, nella generale consapevolezza “della straordinaria emergenza sanitaria che il nostro Paese sta attraversando”, è “opportuno che ognuno faccia la propria parte per affrontare e superare presto la criticità.  Il posticipo dell’iniziativa va nella direzione e nello spirito che ci contraddistingue da sempre: l’attenzione verso la comunità.

 

Siamo altresì certi che la nuova riprogrammazione del festival incontrerà i favori di un pubblico ancora più vasto e interessato”

Ne è convinto anche Pietro Cataldi, rettore dell’Università per Stranieri, che ha riassunto così il pensiero di tutti: “Tutto ciò di cui ci stiamo privando in questi giorni è una figura di civiltà, una promessa di futuro per tutti. Un festival, poi, è anche una festa. Lo faremo quando ci sarà da festeggiare”.