Il mondo delle fiabe raccontato attraverso la danza a Sovicille

Venerdì 21 luglio dalle 18.30 in poi nella splendida cornice del Museo del Bosco di Orgia

SOVICILLE. Una serata di danza che ruota intorno al tema della fiaba adatta ad un pubblico di tutte le età. E’ “Fiabe nel bosco” uno degli appuntamenti più attesi della rassegna “Sovicille d’Estate” in programma venerdì 21 luglio alle 18.30 nella splendida cornice del Museo del Bosco di Orgia. Grande attesa per lo spettacolo “Gli Albereschi” della Compagnia Francesca Selva, per la prima volta in provincia di Siena. Una toccante trasposizione in danza del libro “La storia vera degli Albereschi” (Irradiazioni Editore), una favola piena di incanto e di magia, frutto della trascrizione fedele che i genitori della piccola Flavia hanno fatto dei suoi racconti fantastici durante i lunghi giorni trascorsi in ospedale. Flavia oggi rivive nello spettacolo interpretato dalle danzatrici Silvia Bastianelli, Noelia Pampliega e Nazareth Perales sulle coreografie di Francesca Selva che ha come protagonisti i suoi “Albereschi”, creature bizzarre e quasi mitologiche, cani simili a bassotti che camminano in piedi su due zampe e vivono sugli alberi. Chi non sa connettere l’immaginazione alla mente non può vederli, ma loro sono fortissimi e in grado di fare cose eccezionali. Nei momenti più difficili sono stati gli invisibili compagni di avventure di Flavia e adesso si mostrano anche a noi, a passo di danza. Lo fanno per lei, per accompagnarci nel suo mondo e farci contagiare dalla sua intramontabile voglia di vivere. Nella seconda parte della serata invece andrà in scena la Compagnia Atacama di Roma con lo spettacolo “Cappuccetto rosso. C’era una volta il lupo e la fanciulla” sulle coreografie di Patrizia Cavola. Partendo da una delle fiabe più note al mondo, gli autori esplorano il contrasto tra il mondo luminoso e sicuro del villaggio e quello oscuro e insidioso della foresta. Andare nel bosco diventa la metafora del percorso che ogni individuo deve affrontare per crescere, lasciando la sicurezza dell’infanzia per divenire adulto. Insomma andare nel bosco perché la vita abbia inizio e attraversare, incontrare il lupo, disobbedire per aprirsi alle possibilità che scaturiscono dal percorrere strade altre.