L’Ospedale Psichiatrico San Niccolò di Siena visto da dentro

In libreria “Visti da dentro – frammenti di vita in manicomio” di Gino Civitelli

MONTERONI D’ARBIA. La storia del San Niccolò, ospedale psichiatrico di Siena, chiuso da meno di venti anni, è al centro del nuovo libro di Gino Civitelli dal titolo Visti da dentro – frammenti di vita in manicomio (Effigi Edizioni). Il racconto di Civitelli (ex infermiere del San Niccolò e uno dei primi a battersi a fianco di Basaglia per la chiusura dei manicomi) è uno sguardo originale e lontano dalle celebrazioni ufficiali, formato non sulle cartelle cliniche o sulla storia dell’edificio ma sulle persone, sui reclusi del San Niccolò.
Nel libro anche una bella appendice con le opere degli artisti ricoverati, primi tra tutti Paris Morgiani e Doblè Giannetti.

“A duecento anni dalla nascita del San Niccolò, uno degli ospedali psichiatrici più importanti d’Italia e a quasi venti dalla sua chiusura, si è riacceso l’interesse per questa struttura e per la psichiatria in generale – spiega oggi Civitelli –  Se a tutti questi anniversari aggiungiamo anche il quarantesimo anniversario della Legge Basaglia, si capisce che ci sono tutti gli elementi per parlare ancora di questo argomento e di questa Istituzione che a Siena ha convissuto, città nella città, ammantata sempre da un alone di mistero e di luoghi comuni. Questo mio libro, il terzo sull’argomento, è un frammento di memoria di uno che ha lavorato in O.P. fino alla chiusura e che visto di persona, “da dentro”, alcuni tra i maggiori protagonisti”.

Nel libro all’indagine storica si affiancano testimonianze di vita purtroppo ancora poco indagate, prendono corpo e significato gli autori dei graffiti delle celle, storie che non sono contenute nelle cartelle cliniche ma che ci parlano ancora con toccante umanità.
In tutto questo mondo a parte ci sono poi le contraddizioni di un lavoro di persone che dovevano inizialmente essere solo dei guardiani e che successivamente, prendendo coscienza del proprio ruolo, si sono battute per la chiusura dell’Ospedale Psichiatrico.

“Tutto questo – conclude Civitelli – torna d’attualità in un momento di assordante silenzio di fronte a vecchie-nuove forme di miseria e di emarginazione a cui si vorrebbe rispondere con nuovi muri, nuove forme di segregazione giustificandole magari sotto il profilo della sicurezza sociale. Per questo, il libro, è dedicato a tutti coloro che si sono battuti e si battono contro ogni forma di emarginazione”.

Gino Civitelli ha lavorato come infermiere per 25 anni all’Ospedale psichiatrico San Niccolò ed ha insegnato per otto anni alla scuola per assistenti sociali a Viterbo fondata da Giovanni Jervis. Fra i fondatori di Psichiatria Democratica a Siena, partecipa alle esperienze alternative di Trieste con Franco Basaglia e di Arezzo con Agostino Pirella. È fra i promotori dell’esperienza del reparto Montemaggio e della Cooperativa Riuscita Sociale di cui è il primo presidente. Autore di numerose pubblicazioni di storia locale, sul movimento operaio e sulla Resistenza, della sua esperienza in Ospedale Psichiatrico ha pubblicato “Matti persi, matti ritrovati” e “Noi c’eravamo” insieme a Flores Ticci.