Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Le Legend e gli allievi della Chigiana riuniti in un Ottetto “all stars” ai Rinnovati

8! è il titolo dell'appuntamento fissato per questa sera (19 luglio) al teatro comunale di Siena

SIENA. Il Chigiana International Festival è una fucina d’incontri musicali che hanno dello straordinario. È questo il caso dell’incontro tra le “legend chigiane” (docenti dell’Accademia musicale Chigiana, e ospiti abituali del Festival) Boris Belkin (violino), Antonio Meneses (violoncello), Giuseppe Ettorre(contrabbasso), Alessandro Carbonare (clarinetto), e i giovani, talentuosi allievi Sarah Carbonare (fagotto),Alessandro Mingrone (violino), Daniel Palmizio (viola)  e Vincenzo Schiavello (corno),  riuniti in formazione d’ottetto “all stars” per il concerto che si tiene venerdì 19 luglio, al Teatro dei Rinnovati (ore 21.15) di Siena. I “magnifici otto” si ritrovano in scena, di là dai loro abituali ruoli di docenti e d’allievi, quali interpreti “alla pari” di due capolavori tanto apparentemente distanti, quanto assimilabili tra loro in virtù di alcuni aspetti di comunanza: il gusto per la sorpresa e il cambiamento repentino all’interno di due continuum dove predominano, nell’Ottetto op. 166 D.803 di Schubert, la ricercatezza timbrica e l’elaborazione melodica e, in Charisma (1976) di Xenakis, i parametri del ritmo e una veemente dinamica.
 
Il concerto sarà introdotto, alle 18.30 nelle sale del Complesso museale di Santa Maria della Scala, dal terzo appuntamento con i Chigiana Lounge, la serie d’incontri con il pubblico ideati e curati da Stefano Jacoviello, ispirati al tema della performance serale. Ospite dell’evento, intitolato Suonare il libro del mondo, Gianluigi Mattietti, Professore all’Università di Cagliari e a Conservatorio di Parma, nonché critico musicale, collaboratore delle riviste specializzate Amadeus, Classic Voice, Giornale della Musica, Corriere musicale.
 
Scritto nel 1824, su commissione del clarinettista conte Ferdinand Troyer, che a Schubert chiese di modellarlo quanto più possibile su di una “greatest hit” del tempo, il Settimino in mi bemolle maggiore op. 20 di Beethoven, datato 25 anni prima, l’Ottetto di Schubert condivide con il modello passato il giro armonico delle tonalità fra i vari tempi, come lo è l’articolazione in otto movimenti: un segnale che ci dice come tanto Beethoven quanto Schubert avessero in mente i generi ‘leggeri’, di ‘intrattenimento’, del divertimento e della cassazione così largamente praticati da Haydn e da Mozart.
 
In compenso, però Schubert aggiunge un secondo violino all’organico beethoveniano, ma soprattutto lavora di cesello sugli impasti timbrici e i confronti, nonché gli amalgama, fra gli armonici dei diversi strumenti. E, in tutto l’Ottetto si ritrovano i tratti più marcatamente schubertiani: le lunghe ripetizioni, in cui motivi e incisi sono sottoposti ad un cangiante caleidoscopio armonico, con modulazioni talvolta audaci di tonalità in tonalità e un peregrinare che sovente porta assai lontano; i frequenti, repentini, bruschi cambi di atmosfera e di luce dati da passaggi non preparati e del tutto non ortodossi fra modo maggiore e modo minore; l’uso di figure ritmiche come elemento unificante e marchio di riconoscimento, come nel caso dei ritmi puntati del primo movimento. Eppure, è proprio l’aspetto del dialogo, della contrapposizione e soprattutto della fusione e dell’integrazione fra timbri anche lontani a dominare i pensieri dell’autore. L’accento insomma è decisamente sul meno definibile dei parametri musicali, il colore timbrico, piuttosto che sull’invenzione melodica. Ed è questo a rendere l’Ottetto un capolavoro unico e molto originale.
 
Potrà sembrare strano, ma l’Ottetto di Schubert condivide non poco con un lavoro così distante nel tempo e nello spazio culturale quale Charisma (1971) di Iannis Xenakis. Il confronto fra uno strumento ad arco dall’estensione relativamente grave (il violoncello) con uno strumento a fiato di grande agilità (il clarinetto). Poi i mutamenti repentini, che in Xenakis assumono anche tratti di brutalità; il confronto fra suoni tenuti e prolungati dei due protagonisti. Infine, soprattutto, il lavorio di invenzione e cesello finissimo che Xenakis fa sui parametri dell’agogica e della dinamica, che nell’opera del maestro greco-francese assumono una centralità assoluta (si ringrazia per il contributo musicologico Massimo Acanfora Torrefranca).
 
Il Chigiana International Festival & Summer Academy 2019 si dispiega in un cartellone di 60 eventi – concerti sinfonici, corali, recital e incontri – dal 6 luglio al 31 agosto, nelle più suggestive location della città di Siena e delle Terre Senesi, in cui a fianco ai più affascinanti artisti e interpreti della scena musicale contemporanea mondiale –Lilya Zilberstein, Fabio Luisi, Salvatore Sciarrino, Mari Kimura, Manu Delago, Kassel Jaeger, Antonio Caggiano e il Chigiana Percussion Ensemble, Anton e Daniel Gerzenberg, Monica Bacelli, il Quartetto Noûs, il Quartetto Prometeo, Stefano Battaglia, Ernst Reijseger, Ivo Nilsson, Kathleen Tagg, Patrick Gallois, David Krakauer, Alessandro Carbonare, David Geringas, Antonio Meneses, Salvatore Accardo, Elliot Fisk, Christian Schmitt, Pino Ettorre, Bruno Giuranna – affiorano i volti della scena concertistica emergente, provenienti da oltre 50 nazioni, che collaborano alla realizzazione di una manifestazione unica in cui alta formazione, produzione e grande spettacolo diventano una cosa sola.
 
Il Chigiana International Festival & Summer Academy 2019 è realizzato con il sostegno determinante della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Banca Monte dei Paschi di Siena, Lega del Chianti, Comune di Siena, Opera della Metropolitana e Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino, Complesso Museale Santa Maria della Scala, Siena Parcheggi, Finanziaria Senese di Sviluppo, Ferrovie dello Stato, Rotary Club Siena Est e  Rotary Club Siena. Inoltre, per alcuni specifici progetti, si ringraziano l’Università degli Studi e l’Università per Stranieri di Siena, l’Associazione Siena Jazz, l’Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci, i Conservatori della Toscana, Inner Room Siena, i Comuni di Castellina in Chianti, Sovicille, Murlo e Colle Val d’Elsa, il Parco delle Sculture del Chianti, l’Associazione Culturale E20 Virtus di Poggibonsi, il Festival Quartetto d’Archi di Loro Ciuffenna, la CompagniaCorps Rompu, l’Associazione Amolamiaterra, l’Associazione Le Dimore del Quartetto, le residenze Campansi e Villa I Lecci. Si ringraziano in modo particolare Confindustria Toscana Sud, l’Associazione Nazionale Anziani Pensionati di Confartigianato e gli altri membri dell’Albo d’onore, oltre che tutti gli Amici della Chigiana, per il caloroso e generoso sostegno riservato all’Accademia.
 
Media partner del Chigiana International Festival 2019 sono Trenitalia, Classica HD, Amadeus, La Nazione QN, RadioSienaTV e SienaNews. Si rinnova anche quest’anno la collaborazione con Radio 3 Rai e Radio Classica Rai che trasmetteranno alcuni dei più importanti concerti del Festival.
 
 
BIOGRAFIE
 
Primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2003, Alessandro Carbonare ha occupato anche il posto di primo clarinetto solista nell’Orchestre National de France. Ha collaborato anche con i Berliner Philharmoniker, la Filarmonica di New York e la Sinfonica di Chicago. È docente dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma ed è stato invitato come professore in molti dei più prestigiosi conservatori del mondo. Ha fatto parte delle giurie di tutti i più importanti concorsi internazionali. Su personale invito di Claudio Abbado ha accettato il ruolo di primo clarinetto nell’Orchestra del Festival di Lucerna e nell’Orchestra Mozart con la quale, sempre sotto la direzione di Abbado, ha registrato per Deutsche Grammophon il Concerto K. 622 di Mozart. Insegna all’Accademia Chigiana dal 2011.
 
Sarah Carbonare è nata a Parigi e proviene da una famiglia di musicisti. È stata primo fagotto presso la JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha vinto numerosi concorsi e collabora in qualità di primo fagotto con molte orchestre italiane. Molto attiva anche in campo cameristico, si propone in svariati gruppi e progetti cameristici. Frequenta inoltre i corsi di perfezionamento di fagotto dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la guida di Francesco Bossone.
 
Vincenzo Schiavello matura le sue prime esperienze con varie orchestre, tra cui l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha collaborato con varie orchestre italiane. diplomato al Conservatorio Fausto Torrefranca di Reggio Calabria, ha frequentato diverse masterclasses. Attualmente collabora con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Ha inoltre avuto esperienze significative con direttori e solisti di fama internazionale.
 
Boris Belkin ha iniziato lo studio del violino all’età di sei anni e ha fatto la sua prima apparizione pubblica a sette anni con Kirill Kondrašin. Ha studiato alla Scuola Centrale di Musica del Conservatorio di Mosca con Yankelevich, Glezarova e Andrievskij. Ancora studente si è esibito in tutta l’Unione Sovietica insieme alle più importanti orchestre nazionali e nel 1973 ha vinto il primo premio al Concorso Nazionale Sovietico per violinisti. Nel 1974 è emigrato in Occidente e da allora si è esibito in tutto il mondo con le maggiori orchestre e i maggiori direttori. Ha inciso per etichette quali Decca e la Denon. Boris Belkin si dedica anche al repertorio di musica da camera esibendosi con artisti quali Jurij Bashmet, Mischa Maisky e molti altri.
Dal 1986 Boris Belkin tiene uno dei corsi di violino all’Accademia Musicale Chigiana di Siena.
 
Alessandro Mingrone si perfeziona con Lydia Mordkovitch alla Royal Northern College of Music di Manchester. Dal 2003 continua i corsi di violino alla Accademia Chigiana dove per tre anni si perfeziona con Boris Belkin ottenendo una borsa di studio e il diploma di merito. È risultato vincitore in numerosi concorsi violinistici. Si è esibito varie volte in Italia, Austria, Inghilterra ed Australia. Ha suonato con complessi quali l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e l’Orchestra Sinfonica di Roma.
 
Daniel Palmizio è considerato nell’ambito internazionale uno dei migliori violisti della sua generazione, con una lunga serie di successi nell’ambito dei concorsi internazionali ed una vasta esperienza concertistica. Si è esibito in numerosi paesi ed ha collaborato con Franz Helmerson, Hansjorg Schellenberger, Salvatore Accardo, Antonio Meneses e Maxim Vengerov. Ha iniziato i suoi studi a Roma presso il Conservatorio S. Cecilia, ha poi proseguito la sua formazione a Londra, prima presso la Purcell School e successivamente al Royal College of Music. Si è perfezionato con Bruno Giuranna a Cremona e presso l’Accademia Chigiana.
 
Nato a Recife (Brasile), Antonio Meneses ha studiato con Antonio Janigro che lo ha portato in Europa per seguire i suoi corsi a Düsseldorf e Stoccarda. Ha vinto concorsi quali il Concorso Internazionale ARD di Monaco e il Concorso Čajkovskij di Mosca. Apparso in tutte le capitali musicali di Europa, Nord e Sud America e Asia, Antonio Meneses si esibisce regolarmente con molte delle principali orchestre mondiali in collaborazione con i più grandi direttori. È ospite regolare di numerosi festival musicali anche come musicista da camera. In campo discografico, ha registrato per Deutsche Grammophon, oltre che con innumerevoli altre etichette quali Auvidis France, Bis, Pan Records, Avie Records.
Tiene regolarmente masterclass in Europa, in America e Giappone. Inoltre, insegna presso il Conservatorio di Berna e all’Accademia Walter Stauffer di Cremona. Insegna all’Accademia Chigiana dal 2002.
 
Primo contrabbasso solista dal 1991 dell’Orchestra e della Filarmonica della Scala, Giuseppe Ettorre svolge anche un’intensa attività cameristica e concertistica. Ha studiato con Leonello Godoli, e successivamente per cinque anni con Franco Petracchi a Cremona e a Siena , presso l’Accademia Chigiana.
Vincitore del Concorso dell’ARD di Monaco di Baviera, è socio fondatore e Presidente dell’Ensemble Strumentale Scaligero, fa parte anche del gruppo I Cameristi della Scala e ha registrato per le etichette NBB Records e Decam-TDD/Edel. Ha suonato in quintetto anche con Bobby Mc Ferrin, e in trio con Stefano Bollani. Fra i concerti solistici e cameristici, ha suonato con molte orchestre e formazioni internazionali. È docente a Milano presso l’Accademia della Scala e la Scuola Musicale, a cui si aggiungono masterclass in Italia e nel mondo. Insegna all’Accademia Chigiana dal 2016.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

PROGRAMMA
 
LEGENDS
 
Venerdì 19 luglio, Teatro dei Rozzi, ore 21.15 8!
 
ALESSANDRO CARBONARE clarinetto
SARAH CARBONARE fagotto
VINCENZO SCHIAVELLO corno
BORIS BELKIN violino
ALESSANDRO MINGRONE violino
DANIEL PALMIZIO viola
ANTONIO MENESES violoncello
GIUSEPPE ETTORRE contrabbasso
 
 
 
Iannis Xenakis
Brăila, Romania 1922 – Parigi 2001
 
Charisma per clarinetto e violoncello
 
 
Franz Schubert
Himmelpfortgrund, Vienna 1797 – Vienna 1828
 
Ottetto in fa magg. op. 166 D. 803
Adagio
Adagio
Allegro vivace e Trio
Tema e variazioni. Andante
Minuetto: Allegretto e Trio
Andante molto. Allegro