Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Il rock Andrea Pinsuti sfida

Intervista esclusiva al giovane cantautore-ingegnere di Bettolle

 di Enrico Campana*
SIENA. Il topolino ha partorito la montagna la quale, a sua volta, potrebbe contenere un musicista di successo? Mi pongo questa domanda intrigante pensando alla bella storia di Andrea Pinsuti, che si offre per un’intervista esclusiva al Cittadinoonline che ama il rock che i giovani seguono più del calcio. Lui è un giovane (26 anni) ingegnere di Bettolle, laurea elettronica nel cassetto, mica di quelle lauree brevi che fanno tendenza. Intanto sceglie di sgobbare col padre tutto il giorno, per realizzare impianti idraulici in Valdichiana. Pensa tutto il giorno, la sera veste i panni del musicista-cantautore.
Ama la musica, suona 5-6 strumenti, possiede (per talento) profondità di pensiero costruendo labirinti che trasforma in parole, componimenti che esegue personalmente con la sua band di amici. Perché, altra fortuna sua, oltre al glamour da fotomodello (offerte respinte al mittente), possiede una voce talentuosa “e la voce –riflette – è il migliore degli strumenti” .
Non inizia per gioco, come in tutto in quel che fa c’è una traccia di impegno uguale professionalità, equazione non facile per un giovane di oggi che spesso si consuma… consumisticamente. Dunque, per lui, razionalmente, c’è sempre un inizio e una meta, non parliamo di finale o fine, il discorso è sempre aperto, diciamo una spirale come simbolo del moto perpetuo.
Decide col suo bagaglio di poesia, sogni e razionalità di mettersi alla prova. Non è favorito, ma ogni volta (cosa importante) risulta… il favorito. Vince il Pop-Art contest, un intrigante street festival organizzato da un amico, Paolo Berti, davanti alla balconata del suo bar (che non caso di chiama Prestige) e dedicato ad Andy Warhol, il genio che ha declinato in musica anche la sua pop-art. Col successo conquista il diritto di cimentarsi nella selezione nazionale di “Sanremo Rock”, che si tiene a fine gennaio a Colle Val d’Elsa. Vince anche quello. E adesso è sulla strada per “Saremo Giovani”, argomento più complesso. In quel concorso, infatti, testi e musica non bastano più, la partita si gioca su un video, non più sulle note musicali e le parole magiche, e certamente dietro le quinte con case discografiche pronte al colpo basso, mors tua vita mea. Un anno è lungo, possono succedere tante cose. Partiamo per ora dalla scalata di Colle…

Andrea, iniziamo con la domanda classica che in questi casi spetta al vincitore…
“La cosa particolare è che molti mi chiedono “come ti senti?”. Io rispondo “come prima” e loro rimangono perplessi. Come dovrei sentirmi? Il mio credo musicale viaggia su una linea parallela alle vittorie e alle sconfitte, da questa linea trae esperienza, motivazioni e consiglio. Non mi monto la testa, non sono fatto di panna, sono molto razionale, a parte quando scrivo canzoni, per cui capisco che il mercato musicale non è più quello di una volta, quando venivi adottato e cullato da un produttore soltanto perché scrivi canzoni che piacciono”.

Sei pronto a cambiare vita, accetti il rischio?
Molti ragazzi se non sfondano mollano tutto. Io sfondo molti muri quando faccio gli impianti idraulici con mio padre. In gergo si dice “fare le tracce”. Il mazzuolo non lo mollo mai, neppure quando non mi sento più le dita, al massimo posso riposarmi un attimo per poi ricominciare. E così faccio con la musica”

Sai comunque come è possibile, se lo vuoi, crearti un varco…
Il mattone da sfondare nel mercato musicale è fatto di un materiale complesso, troppo duro per un comune scalpello.

Gioco di parole: Sanremo o solo …saremo?
Sanremo Rock è stata un’esperienza come un’altra per suonare e per farsi ascoltare. Se poi si aprono strade nuove e belle, ben venga. Magari…

Le giurie anche stavolta ti hanno dato i loro favori, forse perché non provi mai la sensazione di affrontare un braccio di ferro come avviene per altri artisti.
Comunque la cosa importante è continuare a farsi giudicare, sia dai musicisti, come è avvenuto al concorso nazionale, sia dalla gente comune. Alla fine la musica la ascolta il pubblico, al pubblico devi piacere. Il grande Battisti non piaceva alla giuria ed era considerato stonato dalla critica, ma è conosciuto a livello mondiale. Ovviamente sarebbe molto meglio piacere ad ambedue le parti,

Raccontaci un po’ di come è stato il concorso…
L’ambiente era “familiare” nessun teatro o auditorium. Il tendone era adagiato su “un ermo colle” in quel di Colle Val d’Elsa, come avrebbe detto il grande Leopardi. Le persone saranno state in media 150 per ciascuna esibizione, ingresso gratuito.

Un esame che comincia la mattina e finisce la sera con 36 gruppi, chissà che bolgia…
No, gli ospiti erano gruppi provenienti da tutta Italia, che non hanno creato scompiglio con inutili lamentele, cosa che succede spesso in certi contest.

Chi era e come lavorava la giuria?
I giurati sono due musicisti professionisti che partecipano in tali vesti già da alcuni anni, a quanto ho capito. Hanno ascoltato e dato voti, tre voti per l’esattezza “cantante”, “arrangiamento”, “testo” con punteggio da 1 a 10. Io ho totalizzato 24 punti su 30, per cui me ne torno a casa con la media dell’otto, la stessa che avevo alle scuole superiori.

Che strana coincidenza… Il loro commento?
Hanno fatto una premessa, prima di decretare il vincitore, dicendo che non avevano sentito cose nuove, che in pochi avevano osato, che in troppi si erano stereotipati. Dicono inoltre che l’abito non fa il monaco, io invece dico sempre che “l’abbigliamento non sta su, se non è sostenuto dal corpo”.

C’è rock e rock, il tuo rock-glamour in quali cieli della musica spazia?
La mia band suona l’indiepoprock (rock indipendente, nel senso espressivo, nda). Fancesco Paterni Chitarra elettrica con un passato da attore di teatro. Marco Fanciullini talentuoso batterista aretino. Roberto Grigiotti esperto bassista aretino. Alessandro Cristofori pianista, compositore e arrangiatore di Sarteano”

Prossima fermata Sanremo Giovani 2011.
Per quanto riguarda “Sanremo Giovani” non so ancora nulla, né sul numero dei partecipanti né sulle date….

Un anno di preparazione, lacrime, sangue e sudore…
Credo che prima dobbiamo fare un video musicale, sfruttando uno dei premi di Sanremo Rock. A Sanremo Giovani Solo puoi partecipare solo con la registrazione di un video. Per cui ci impegneremo anche dal punto di vista cinematografico, sfruttando anche le competenze e le conoscenze del mio collega-amico Francesco Paterni. A breve andremo a fare le foto per l’album, con un bravissimo fotografo che dovrebbe farci un servizio completo in una location top secret, non voglio rivelare molto, preferisco che sia una sorpresa per gli occhi. E’ in preparazione una pagina su My Space e il sito Andrea Pinsuti.

Hai vinto con un pezzo da te composto, Anagramma, possiamo leggerlo?
Anagramma. Ride piani lui già drena pianti tu grandi eran di lei/Alti raggi dai tu di ladri pensieri perdi una dea/Piedi duri nudi nati dannati persuadi giuri lei/Dare lui già a neri dipinti arde rugiada in seni puliti/Anime amare noi da giudicare/Anime amare noi da giudicare/Studi piani già disegnare giare dirti pensi a runi laggiù/Dadi sudati in redini ligie perni sulla giuria/Uniti digiuni arare arte lineare ripida nuda su siepi/Nitidi pareri su rari pensieri dune guadi uniti/Anime amare noi da giudicare/anime amare noi da giudicare”

Un vero labirinto, un gioco non facile.
Per questo ho pensato al video partendo da un foglio con su scritto l’alfabeto… il foglio si divide in 26 parti, una per ogni lettera e le parti si mescolano. La base di un anagramma esteso all’intero alfabeto, ovvero la vita, l’esistenza e tutti i libri e tutte le pergamene. Tutto parte da una base finita, tutto parte dall’uomo. E come dice Baricco in “Novecento” (da cui hanno tratto il mio film preferito, “La leggenda del pianista sull’oceano), i tasti sono finiti, siamo noi infiniti e la musica che puoi suonarci sopra è infinita. Per cui per questo principio, riducendo il numero di lettere dell’alfabeto comunque potremmo continuare ad essere “infiniti”… per me questo è il principio dell’anagramma.

Un percorso affascinante, cercare da dove si viene e indovinare un approdo, ma quale?
Non voglio rivelare troppo per quanto riguarda questo testo in particolare. Preferisco che rimanga per sempre criptato e ognuno con la sua chiave di lettura si immagini mondi diversi, città invisibili, proprio come quelle di Calvino.

* encampana@alice.it