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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Il fallimento è la prova della vera grandezza: la lezione di vita di Leo Gullotta

Dal 14 al 16 febbraio ai Rinnovati, protagonista lo spettacolo ispirato al racconto di Herman Melville dal titolo "Bartleby - Lo scrivano"

LH Bartleby lo scrivano - Leo Gullotta (ph Luca Del Pia) 2

SIENA.  Immagina una Wall Street di più di un secolo fa, Francesco Niccolini, nel suo spettacolo “Bartleby, lo scrivano” in scena al Teatro dei Rinnovati dal 14 al 16 febbraio, e ispirato al racconto di Herman Melville.

Una produzione Arca Azzurra Produzioni che affida la regia a Emanuele Gamba e l’interpretazione al grande Leo Gullotta insieme a Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti e Lucia Socci.

Nello studio di un avvocato, gentile e anonimo, ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, meccanico e insensato. Tutto si ripete come in uno di quegli orologi per turisti che si trovano nelle piazze della città antiche: il tempo viene scandito da un balletto senza senso, ma soprattutto senza inizio e senza fine. In questo luogo popolato da una curiosa umanità: due impiegati che si odiano fra di loro, una segretaria civettuola, e una donna delle pulizie molto attiva e fin troppo invadente, un giorno, viene assunto un nuovo scrivano: Leo Gullotta. «Ed è come se in quell’ufficio – spiega Francesco Niccolini – sempre uguale a se stesso da chissà quanto tempo, fosse entrato un vento inatteso, che manda all’aria il senso normale delle cose, e della vita. Eppure, è un uomo da nulla. Copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca. Senza una ragione. Senza un perché». Bartleby, infatti, decide di rispondere a qualsiasi richiesta con una frase che è rimasta nella storia: “avrei preferenza di no”. Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, ma tanto basta. Un delicato rifiuto che paralizza il lavoro e la logica: una sorta di inattesa turbolenza atmosferica che sconvolge tanto il lavoro quanto la vita intima del datore stesso.

«Da quel momento – aggiunge Francesco Niccolini – il protagonista si spegne. Sta inerte alla scrivania, poi in piedi per ore a guardare verso la finestra; smette di uscire durante le pause, non beve, non mangia, arriverà a dormire di nascosto nell’ufficio, preoccupando (prima, e impietosendo poi) il suo principale che non riesce a farsi una ragione di quel comportamento. Il fatto è che Bartleby, semplicemente, ha deciso di negarsi. Perché? Quando lo scopriremo, sarà troppo tardi. Il suo silenzio inspiegabile ci turba e ci accompagna da un secolo e mezzo: perché sulla sua scrivania non batte mai il sole? Perché non è possibile salvarlo? Perché non vuole essere salvato? Abituati all’idea di sviluppo e crescita senza limite con la quale siamo cresciuti, Bartleby ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia. In barba ai vincenti, ai sorrisi a trentadue denti, agli eternamente promossi e ai trend di crescita. Come se lui, il povero Bartleby simbolo della divina povertà, portasse sulle sue spalle il lutto per le titaniche e deliranti ansie di vittoria ed espansione del nostro mondo».

La vendita dei biglietti può essere effettuata online sul sito dei Teatri di Siena all’indirizzo:

http://www.b-ticket.com/b-ticket/sienateatri/; telefonicamente chiamando l’Ufficio Prenotazioni del Comune di Siena tel. 0577 292615/14 (dal lunedì al venerdì con orario 9.30-12.30), oppure presso la biglietteria del Teatro dei Rinnovati: il giorno precedente la prima dalle 17 alle 20 e il giorno dello spettacolo dalle 15. E ancora alla biglietteria del Teatro dei Rozzi: martedì dalle 11 alle 14, mercoledì dalle 15 alle 18 e giovedì dalle 11 alle 14. Per tutte le info: www.teatridisiena.it