“Ci hanno presi in giro!” di Gianni Resti allo Spazio Becarelli

Per il ciclo "In libreria con l'autore" appuntamento il 16 ottobre alle 17,30

Gianni Resti

SIENA. Torna l’appuntamento con “In Libreria con l’Autore” allo Spazio Becarelli. Lunedì 16 ottobre alle 17,30 la storica libreria senese di Viale Mameli 14/16, ospiterà la presentazione del libro di Gianni Resti “Ci hanno presi in giro! Dal Partito Comunista Italiano a Partito Democratico a Siena” (Il Leccio edizioni). Un dialogo a più voci che l’autore intratterrà con Francesco Ricci per conoscere e non dimenticare i fatti che hanno segnato la storia di Siena negli ultimi 30 anni, indagati attraverso la lente di chi ha vissuto molte delle trasformazioni politiche, sociali e culturali avvenute nella città sulla propria pelle.

“Dopo aver passato un periodo di forte disagio interiore in un crescente isolamento quotidiano, mitigato fortunatamente dalla mia famiglia e dall’impegno scolastico, ho iniziato a scrivere cercando le parole giuste per dare ordine ai miei pensieri e alla narrazione – scrive l’autore del libro – ho cominciato ad affrontare vicende lontane e vicine per ricostruire i contenuti di un percorso personale che si è intrecciato con gli avvenimenti politici e istituzionali senesi degli ultimi trent’anni. Ho iniziato a raccontare ciò che io ho conosciuto da vicino, quella politica senese con cui ho avuto a che fare a partire dagli anni Ottanta e che tanto peso ha avuto nel determinare molte delle scelte sbagliate che hanno condotto al declino di Siena, passata in breve tempo da essere considerata “città ideale” a luogo marginale in chiara difficoltà economica e culturale”. 

Il libro non è solo un elenco di date e incontri né rivelazione di chissà quali retroscena più o meno significativi. La sua originalità sta nel fatto che un esponente centrale di una lunga fase politica racconta dal di dentro quella comunità di donne e uomini che vantava una “diversità” che si richiamava a Enrico Berlinguer. E finisce per svelare i meccanismi, le scelte politiche e persino alcune carriere, che ci permettono oggi di leggere meglio il presente. 

  • stavrogin

    non ho capito bene a chi si riferisca quel “ci” di “ci hanno preso in giro”: chi è che ci/lo ha preso in giro? Non ci voleva in genio per capire quali fossero i meccanismi consociativi che regolano la gestione del potere a Siena (e non solo a Siena). Dove insomma risiedesse il potere reale, trasversale, transpartitico, poco trasparente. Alcuni lo hanno capito subito, hanno stretto il patto col diavolo. Talvolta ne furono travolti e magari precipitarono misteriosamente da una finestra. Altri non hanno atteso più di vent’anni per distaccarsi da una politica ridotta a mera gestione del potere e oramai priva di valori e di orizzonte. Quanto alla città ideale, sospetto che sia sempre stata una balla, sufficiente, però, per giustificare un pericoloso adagiarsi sugli allori. È la triste storia del tacchino induttivista:
    « Fin
    dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell’allevamento in cui
    era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon
    induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue
    osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di
    mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che
    piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo
    elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate.
    Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò
    un’inferenza induttiva come questa: “Mi danno il cibo alle 9 del
    mattino”. Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato. »

    (Bertrand Russell, 1912)