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Ceppatelli racconta la storia di “Tabarre” in un libro

La presentazione nel Drago il 18 ottobre

SIENA. Raccontare la vita e l’arte di un grande fantino in un luogo che raccoglie tre drappelloni da lui conquistati sul Campo: venerdì 18 ottobre, alle ore 18,30 la Sala delle Vittorie della Contrada del Drago in piazza Matteotti ospiterà la presentazione del volume “Tabarre Il Fantino volterrano” scritto da Moreno Ceppatelli e pubblicato da Betti Editore. La serata vedrà l’introduzione del priore Claudio Rossi, l’intervento di Massimo Biliorsi e dello stesso autore di questa avvincente biografia. Una storia che ci riporta alla fine dell’ottocento: Tabarre per un arco di tempo che va dal 2 luglio 1888 al 2 luglio 1895 ha vinto ben undici carriere, otto anni in cui è stato l’assoluto dominatore della piazza. Una storia quindi di trionfi, ma anche di momenti difficili, anche oscuri, per una vita che ha sicuramente pagine da scoprire, nascoste, che l’autore, nipote del grande Tabarre, ha saputo mettere insieme con grande pazienza ed ostinazione, ricercando nascosti documenti di archivio, intervistando i discendenti di quegli anni, portando alla luce momenti di vita che la stessa famiglia non conosceva. Un viaggio a ritroso nel tempo, che gli ha riservato non poche sorprese. Un bisnonno per Moreno Ceppatelli che seppe incantare la piazza, ma che l’autore riesce a farci vedere con una luce nuova, sicuramente diversa dalla tramandata leggenda. Questo è sicuramente il luogo ideale per ricordare il fantino Tabarre: nel Drago l’eroe volterrano ha conquistato un cappotto per Camporegio, quello del 1890, ritornando poi alla vittoria il 2 luglio del 1894. Solo per questa Contrada ha vinto la bellezza di tre carriere. Una serata comunque dedicata a tutti gli appassionati di storia contradaiola e senese, anche perché Tabarre ha corso per quindici Contrade e vinto in sei, oltre al Drago ha infatti lasciato il segno nella Chiocciola, Tartuca, Oca, Istrice e Torre. Serata ad ingresso libero dove ci sarà modo per scoprire se è vero, come narrano le leggende, che fosse contrario ad essere fotografato, si conserva infatti una sola sua immagine e non certo in primo piano, e perché ha trascorso tutta una lunga parte della sua carriera sul tufo senza più vincere.