Arte e tecnologia a braccetto con l’app di Banca Mps e Smartify

La banca è la prima in Italia ad aver digitalizzato la collezione artistica

di Giulia Tacchetti

SIENA. Oggi, 16 maggio, nella sede storica della Banca, è stata resa pubblica la collaborazione tra MPS e Smartify (Community Interest Company di Londra), che mira a rendere maggiormente fruibile il patrimonio artistico della banca da parte dei visitatori italiani e stranieri.

L’applicazione Smartify, disponibile gratuitamente per device IOS e Android (98% del mercato) consente, dopo aver inquadrato l’opera con la fotocamera del proprio cellulare, di ottenere informazioni sull’opera d’arte e sull’autore. Potrebbe essere paragonata ad un’audioguida, gratuita (mentre nei musei è a pagamento), e personale, perchè permette di scegliere il proprio percorso museale, sostando di fronte alle opere che più interessano. Inoltre può fornire anche contenuti dedicati come video interattivi e consente di creare collezioni personalizzate, salvando i contenuti preferiti, per non dimenticare.

Banca MPS inaugura un nuovo modo di vedere l’arte, mettendo a disposizione gratuitamente una prima selezione di circa 60 opere della propria collezione artistica. Al momento sono disponibili sulla app. le schede tecniche delle opere conservate a Siena all’interno del museo S. Donato (Pietro Lorenzetti, Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Sano di Pietro, Rutilio Manetti e Bernardino Mei) e tra qualche mese quelle della collezione Chigi Saracini.

Inoltre è stata allestita una mostra di opere del ‘900 in concomitanza con questo evento nel suggestivo scenario della scala ideata dall’architetto Spadolini: Rosai, Donghi, Fattori, Moore, Marini, già censite all’interno della app. L’applicazione sarà utilizzabile dal 18 maggio, nella sede storica di MPS, in occasione dell’apertura straordinaria del palazzo per la Giornata Internazionale dei Musei, promossa da ICOM. E’ possibile provare l’esperienza di Smartify al Getty Museum, al Reina Sofia, al Metropolitan Museum of Art ed in molti altri musei internazionali, che lanceranno l’app a partire dal mese di luglio. Già la usano i principali musei internazionali, da Londra a Parigi, da Amsterdam a New York,

Si conferma così la forte spinta della Banca verso la digitalizzazione e l’innovazione anche nel mondo dell’arte per valorizzare il ricco patrimonio artistico. Ugualmente il Comune di Siena in questi ultimi anni ha puntato sull’innovazione attraverso la digitalizzazione delle sue opere d’arte. Possiamo vedere molti turisti con in mano lo smartphone sostare davanti agli antichi palazzi per scaricare preziose notizie. Indubbiamente la diffusione della conoscenza attraverso strumenti di cui oggi tutti sono in possesso è davvero straordinaria e va verso una conquista sociale di non poco conto.

Ci poniamo però una domanda: i disabili come possono usufruire di queste conquiste tecnologiche? Ne sono esclusi? La conoscenza ”a portata di mano” ci fa risparmiare tempo. Il “facile” è una categoria che spinge a conoscere di più o ci mantiene sulla superficie? Un’altra considerazione ci porta ad alcuni anni fa, quando fu decisa la chiusura del Museo di Arte Contemporanea delle Papesse. Quale relazione con l’innovazione introdotta dalla tecnologia del XXI secolo, verso cui le maggiori figure della città, sia nel campo economico che politico, si mostrano molto sensibili: perché l’arte del XXI secolo non trova uno spazio a Siena?