Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Ai Rozzi la nuova commedia del Liceo Classico “Il complesso di Odisseo”

SIENA. “Il complesso di Odisseo, ovvero Tutta colpa di Freud”, è il titolo della commedia che gli studenti e le studentesse del Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini metteranno in scena al teatro dei Rozzi, mercoledì 17 aprile, ore 21,15. Una bella tradizione che ha quasi mezzo secolo di vita e che continua, grazie all’entusiasmo di questi ragazzi, cui dà una mano l’associazione degli ex studenti “Il Liceone”, a testimonianza di quanto sia forte il senso dell’appartenenza allo storico istituto. Visto il tipo di studi, l’argomento della commedia, che si ispira ad Omero, più classico non potrebbe essere, ma l’irruzione della modernità, attraverso la psicanalisi, tante gag e canzoni, è assicurata. I testi e le musiche sono dei ragazzi del comitato, mentre la regia è a più mani: Duccio Rossi, Andrea Sguerri, Martino Castellani, Sabatino Guzzo.

Il ricavato dell’incasso sarà devoluto all’associazione Cure2 Children, fondazione a carattere internazionale per la cura delle malattie ematologiche ed oncologiche, la ricerca scientifica ed il trasferimento di know-how.

Lo spettacolo è inserito nel cartellone del Festival Siena Città Aperta ai Giovani promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Siena, Fondazione MPS, Università degli Studi di Siena e Università per Stranieri di Siena con il supporto di Vernice Progetti Culturali.

Ecco la trama, con tanto di spoiler.

Gli dei dell’Olimpo sono divisi: da un lato vi sono le divinità maschili capeggiate da Zeus e dall’altro le femminili, a cui capo fa Era. Questi due dei in particolare decidono, in una delle loro usuali discussioni moglie-marito, di fare una scommessa: Ulisse è un uomo responsabile e maturo, quindi resterà a casa ad accudire la propria famiglia, o un gaudente fanciullo che altro non attende se non la prima occasione per poter fuggire dalla propria insipida vita quotidiana? Questo è il fulcro dello spettacolo – il protagonista è fuggito di casa perché oppresso dall’insopportabile moglie e, grazie anche ai consigli di uno psicanalista d’eccezione, Sigmund Freud, ha deciso di intraprendere un’Odissea a ritroso. Durante la sessione emerge anche una bizzarra anomalia nel protagonista: nella sua mente si è creata un’allucinazione, dal nome di Jessica. Per risolvere quella che è verosimilmente una situazione patologica lo psicanalista propone a Ulisse di viaggiare e prendersi una vacanza da impegni e preoccupazioni. Le prime tappe saranno quella da Calypso, vecchia amica e compagna, e nell’Ade, come accade nell’Odissea, per una ricerca spirituale di se stesso. Nel frattempo a casa di Penelope arriva un commissario accompagnato da un ispettore, anch’essi alla ricerca di Ulisse che è scomparso senza dare alcun preavviso a Itaca. All’inizio del secondo atto si ha un’altra prospettiva sull’Olimpo: Era, che aveva scommesso puntando sul senso di responsabilità dell’eroe greco, è preoccupata di perdere con il marito, quindi decide di far intervenire Hermes, il messaggero degli dei, affinché faccia rinsavire Ulisse. Un’altra seduta dallo psicologo spinge Ulisse a non fermarsi ancora. La tappa successiva è quella di Circe. Nel mentre il commissario e l’ispettore giungono dal mostro Polifemo, nella lista degli indagati. Anche questo si rivela un buco nell’acqua. Si dirigono anche loro dalla maga. Come da Calypso e nell’Ade, anche da Circe, Ulisse arriva poco prima dei suoi inseguitori e riesce a scamparla un’altra volta. Inizia un dialogo tra Hermes e il protagonista però quando il dio vede Jessica, l’allucinazione, se ne innamora e nemmeno lui, mandato appositamente da Era per questo, pone una fine all’interminabile viaggio dell’eroe. Giunto dalle sirene finalmente Ulisse ha una “presa di coscienza” tuttavia, proprio quando tutto sembra andare per il meglio, arrivano da lui tutti quelli che lo inseguivano sin dall’inizio, Penelope, la sua ancella ed il figlio Telemaco, quelli che erano stati incaricati in media res di farlo, il commissario, l’ispettore e Hermes, nonché Freud e Jessica. Lo aggrediscono e lui finisce con l’avere un crollo mentale.

SPOILER: All’improvviso la scena cambia e il protagonista viene svegliato dalla mamma. Ulisse infatti è ancora un adolescente e tutto quello che ha vissuto finora altro non era se non un sogno. Penelope, ancora giovane ma già insopportabile, lo aspetta per andare a scuola. Quando vede come stanno le cose l’eroe non perde tempo: di finire come ha sognato non ci pensa nemmeno, dice a Penelope di aspettarlo a scuola ma in realtà fugge. Si allontana per sempre dalle proprie responsabilità, per non macchiare la propria infantile spontaneità. Chissà se i due si rivedranno mai più…

La commedia sarà l’occasione per ricordare e festeggiare il decimo anniversario della fondazione de Il Liceone, durante una grande festa di tantissimi ex liceali che ebbe luogo nei locali della scuola il 18 aprile 2009.