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Una biografia non autorizzata: Ascheri racconta Mussari

L'autore della Casta di Siena torna a fare "scalpore" con il nuovo libro

Raffaele-Ascheri

Intervista a cura di Raffaella Zelia Ruscitto – foto di Corrado De Serio

SIENA. Trecentodiciassette pagine. Un bel numero per una biografia. Soprattutto se “non autorizzata”.Ventinove capitoli per raccontare, in modo dettagliato e documentato, dieci anni di vita pubblica di uno dei personaggi più potenti e importanti di Siena. “Mussari Giuseppe: una biografia (non autorizzata)” è il titolo dell’ultimo libro-inchiesta di Raffaele Ascheri.  Dopo “La casta di Siena” e “Le mani sulla città”, uno degli autori più discussi e censurati d’Italia torna a raccontare cosa c’è dietro quello che viene ormai definito per semplificazione il “Sistema Siena”.  Un assioma che avrebbe dovuto sottintendere, da parte di chi lo ha ideato, l’origine e la ragione prima del buon vivere, del buon amministrare, del buon comportarsi ed essere. Un assioma perché punto di partenza da non mettere in discussione. Un “groviglio” da non dipanare.

Ascheri, seduto sulla poltroncina della redazione de ILCITTADINOONLINE.IT, ha il sorriso di un ragazzo impertinente. Di quelli che sanno di aver infranto una regola. E di aver fatto bene: perché quella regola da sola è riuscita negli anni a scardinare il concetto stesso di democrazia, trasparenza, giustizia…

Dalla “Casta” a un suo singolo, autorevole rappresentante. Come mai questa “messa a fuoco” su un solo protagonista del potere senese? E perché proprio Mussari?

“Sono uno a cui piace cambiare. Ho voluto focalizzare la mia attenzione su un solo personaggio anche se,  a ben vedere, da uno si dipanano altri personaggi e ne scaturisce un contesto ben più ampio. Ho scelto Mussari perché è, a mio giudizio, l’unico personaggio che merita un libro ad personam. E infatti, grazie alle sue molteplici attività (avvocato, presidente di Banca, Presidente Abi, cavallerizzo, proprietario di cavalli e tifoso) ha retto benissimo trecento pagine!”.

E dopo tutto questo mare di inchiostro che idea ti sei fatto di lui?

“Dopo un anno e mezzo di lavoro non posso dire di aver modificato molto l’idea che mi ero fatta di lui dopo i primi due libri. E’ un uomo molto ambizioso. E questo non è un aspetto negativo, in sè. Lo è diventato nel momento in cui, per soddisfare le sue ambizioni ha sistematicamente usato la Fondazione Mps prima e la banca dopo. Non si è fatto scrupolo alcuno e ha macchinato ogni azione per costruirsi la sua carriera post-banca. O anche post-Siena. Dal 2001 al 2010 ha avuto la barra mentale ben dritta sul suo post-Siena. E, purtroppo, l’ultimo bilancio della banca Mps (lui assente) ne è il triste risultato. In pratica Mussari Giuseppe non ha mai pensato al bene della banca ma ha ben pensato al proprio. E molteplici sono gli esempi per avvalorare questa tesi. Possiamo parlare dei Tremonti Bond: 1,9 miliardi presi e non ancora restituiti. O anche l’acquisto sconsiderato di Antonveneta. Tutto funzionale alla scalata mussariana. Se Tremonti non fosse incappato nella vicenda della casa… l’ex Ministro sarebbe ora Primo Ministro… e Mussari sarebbe Ministro dell’Economia o di qualche altro dicastero. Insieme alla sua amica e conterranea Luisa Torchia che in diversi avevano dato come Ministro della funzione pubblica nel Governo Monti. A rompere le uova nel paniere ci ha pensato anche l’inchiesta che io ho battezzato Galaxopoli che ha prodotto un avviso di garanzia per Mussari e uno per la Torchia…”.

Insomma, dal tuo libro non scaturisce un quadro molto edificante del protagonista. Dubito che Lui l’abbia presa bene questa pubblicazione…

“Non so dire come l’abbia presa. Una cosa è certa. Il giorno stesso della uscita in edicola del libro – il 27 febbraio – in Procura a Siena sono arrivate 3 istanze di sequestro del volume redatte dall’avvocato Pisillo per conto dell’avvocato Mussari. Un record! Si premeva sul fatto che c’era una indagine in corso e quindi che era in essere una violazione del segreto istruttorio per l’inchiesta Galaxy. La richiesta è stata rigettata dalla Procura. Le indagini, infatti, sono chiuse da fine novembre”.

Non dovresti essere nuovo a questo genere di “trattamenti”. O sbaglio?

“No, infatti. Ti annuncio, a conferma di ciò, che il 29 maggio ci sarà l’udienza che mi vede imputato per il reato di violazione del segreto istruttorio sempre per l’inchiesta Galaxy. L’esponente delle forze dell’ordine che, secondo la Procedura, ha violato la procedura, ha patteggiato. Io no perché credo di non aver scritto sul blog nulla che fosse ancora coperto dal segreto. Come teste unico per me ci sarà la giornalista Franca Selvatici di Repubblica. Anche questa udienza scaturisce da un esposto dell’avvocato Pisillo per conto dell’avvocato Mussari”.

Ma torniamo al libro. Quando ha avuto inizio la “vicenda mussariana” riportata nella tua biografia?

“Prende avvio dalle ragioni del suo arrivo a Siena dalla città natale Catanzaro. Si parla del suo ingresso nel partito, della vicinanza a Piccini fino all’estate 2001 quando “a sua insaputa” diventa, senza alcuna esperienza e competenza, il presidente della Fondazione del terzo gruppo bancario d’Italia. La storia prosegue fino al 2010 in totale e incredibile ascesa. Fino all’avviso di garanzia. Il libro si ferma al 20 gennaio 2012: il protagonista ha 49 anni e mezzo…”

Solo vita pubblica in queste 317 pagine?

“Sono stato molto solleticato dall’idea di scrivere qualcosa anche sulla vita privata, anche perché avrebbe destato ancora più attenzione e curiosità! Ma non ho voluto toccare una sfera che non aggiunge nulla al personaggio nei suoi contorni sociali. Mi sono limitato a scrivere un capitolo sulla moglie non per tracciare la figura di marito ma per far emergere, anche qui, il legame e l’uso del potere”.

Se dovessimo immaginare la Casta di Siena come una piramide e non come un groviglio, Mussari come si posizionerebbe?

“Sicuramente nel punto più alto. Galaxy lo conferma. Viene fuori chiaramente come anche la politica locale è al rimorchio delle decisioni di Lui. Nessuno avrebbe avuto l’autorità o l’autorevolezza necessaria per contrastarlo. Nessuno ha avuto la forza di opporsi alle sue decisioni. E del resto, è l’unico a dimostrare di possedere una dimensione trans-senese”.

E questo libro, proprio in virtù del suo protagonista, sarà anche trans-senese?

“L’intenzione è questa. Il volume è distribuito dalle librerie Feltrinelli e quindi è possibile farne richiesta in tutta Italia. Certo far uscire la notizia di questo libro è altra cosa. Proprio ieri mi è arrivata una comunicazione dall’autorevole sito “linkiesta” che mi aveva fatto una intervista proprio per presentare questo libro in cui mi si informa che l’intervista non verrà pubblicata… Il giornalista era mortificato…”

Mussari e le sue ambizioni hanno pesato sulla banca. Ma quanto la banca ed il suo attuale stato peseranno sulle ambizioni di Mussari?

“Se in Italia esistesse la meritocrazia e la giustizia Mussari dovrebbe sparire dall’ambito finanziario. Siccome, purtroppo, ciò non è lui può ancora ambire alla presidenza dell’Abi o ad altre cariche di prestigio. Eppure l’operazione Antonveneta è “cosa sua”. Quando la Magistratura vorrà far luce su quella operazione forse si riuscirà a capire qualcosa degli ultimi pesanti anni della banca Mps. Chissà cosa c’è dietro”

Ma la imminente stagione di Profumo come la vedi?

“La vedo ancora una volta come uno scambio di favori tra chi parte e chi arriva. Profumo sarà un presidente che non farà mai chiarezza (e spero di sbagliarmi) proprio sull’operazione Antonveneta, ad esempio. Profumo serve per guardare al futuro e non per illuminare il passato!”

Che cornice di persone attorniano Mussari?

“Persone che possono stare simpatiche o antipatiche … La cosa che offende è che queste persone, per il solo fatto di essere amici vengono allocate in posti di prestigio senza alcun merito e senza nessuna valutazione dei curricula. Esempi? Rosati dirige una fondazione “Qualivita” non si sa sulla base di cosa. Perchè ottiene, con la copertura politica dalemiana un incarico di questo genere? C’è un buco nero tra l’essere un organizzatore di eventi e l’esperto agroalimentare… un vuoto inspiegabile! E’ evidente che questi incarichi non hanno riguardato competenze specifiche, neppure alla lontana!”

Ma, del resto anche Mussari…

“Infatti. Il protagonista del mio libro andrà via da Siena… ma ci vorrà tempo per debellare il “mussarismo”. Dopo di lui qualunque laureato (o anche non) può diventare esperto o presidente, o consigliere d’amministrazione… Possiamo dire che Mussari è “figlio di questa Italia” allo sbando!”

Sembra che tiri un’aria nuova a Siena. Cosa hai notato tu che studi la città e la sua casta ormai da qualche anno?

“Il potere sta scricchiolando molto. Il consenso elettorale (anche per la debolezza dell’opposizione) ce l’ha sempre ma la filiera clientelare sarà più difficile da mantenere. Sarà difficile tenere fuori dalla città anche il giornalismo nazionale d’inchiesta. Qualche goccia di mare la possono ancora fermare ma ormai il buon nome di questa classe politica è stato travolto. Quel buon nome targato Mps; sponsorizzato da Mps. Viola, diamogliene atto, ha cambiato il modus operandi. Ha tagliato le spese pubblicitarie. Ormai, il buon nome che la casta di Siena si era creato fuori città si è fortemente infranto contro la realtà. I quattro miliardi di debito sono in qualche modo il frutto di questa pubblicità eccessiva per sostenere l’immagine pubblica della città e del presidente Mussari.

Sei già a lavoro su un altro libro?

“Si, da tempo. Ma non parlerò di Mussari. Questo sarà tutta un’altra cosa…”.

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  • elisacarli

    Solo per quello che hai scritto ti farei sindaco.
    Mussari dovrebbe essere arrestato per tutto quello che ha fatto

  • sienandrea

    Ti ringrazio per il tuo lavoro inviso al potere.
    La gente come te ci fa ancora sperare che l’essere umano sia migliore di quanto i “grandi” dimostrano di essere.

  • Francesco A

    Complimenti per il coraggio a Raffaele Ascheri (mi associo alla proposta di farlo sindaco).
    Perch

  • lugano addio

    tra i sostenitori economici del giornale online Linkiesta.it che non pubblicher

  • alessandrarubegni

    S

  • controcorrente

    Molti non sanno che continuando a difendere il sistema Siena di fatto minano il posto di lavoro di 30000 persone. Infatti questo sistema ha retto fin tanto che la globalizzazione e il debito sovrano non erano punti di riferimento. Oggi con le scelte scriteriate di Mussari e Co (Vigni, Rossi e Comune di Siena) la banca ha in portafoglio 26 miliardi !!!! di BTP che con i corsi correnti hanno dilapidato tutte le ricchezze della banca. Ma questo qualcuno lo deve pagare. Se i senesi vogliono ancora guardare solo i loro di interessi e non anche quelli degli altri lavoratori del resto dell’italia, questo porter