Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Valentini: “Il buco non c’è più”

SIENA. Da Bruno Valentini, consigliere comunale Pd, riceviamo e pubblichiamo.

“All’albo pretorio del Comune di Siena sono stati pubblicati i documenti relativi al consuntivo 2018, ovvero la situazione contabile effettiva del bilancio comunale: le cifre vere rispetto a quelle programmate, per un anno particolare, a metà fra due sindaci. Documenti attesi con grande curiosità anche per vedere gli effetti della famosa pronuncia della sezione toscana della Corte dei Conti. La pronuncia che aveva fatto gridare strumentalmente alla “voragine” dei conti, al “buco di bilancio”. “Mancano 13 milioni, aumenteranno le tasse e non ci saranno soldi per il Palio!”, dicevano i più pessimisti. Abbiamo già spiegato che non si trattava di un ammanco bensì di una correzione contabile, dopo altre precedenti per importi analoghi, dovute ad una interpretazione particolarmente rigorosa della Corte toscana che sposta i fondi da una voce all’altra, al massimo rallentando la capacità di investimento. La insolita decisione della attuale Giunta di ricorrere alle sezioni unite della Corte dei Conti contro il parere di quella toscana  evidenzia, infatti, che l’Amministrazione De Mossi sta agendo in continuità con gli indirizzi precedenti, come del resto era già chiaro con l’impostazione del bilancio previsionale 2019, nel quale i criteri finanziari adottati non erano cambiati. Leggendo il consuntivo 2018, finalmente il quadro è più chiaro ed è possibile sgombrare il campo da equivoci e disinformazione. Il debito scende sotto i 58 milioni, il dato più basso da oltre vent’anni, in termini reali equivalente agli anni ottanta, prima dell’indebitamento irresponsabile Piccini-Cenni. La liquidità sui conti è altissima e per la prima volta non c’è stato bisogno nemmeno per un giorno di farsi anticipare qualcosa dal Tesoriere. La tempestività di pagamento dei fornitori migliora. I fondi rischi, ossia i soldi accantonati per fare fronte al mancato pagamento di tasse e multe, sono arrivati a circa 37 milioni. La capacità di nuovo indebitamento è più del doppio dell’esposizione attuale (quindi oltre cento milioni)  e ciò rende realizzabili investimenti strategici anche senza intercettare finanziamenti esterni, che ovviamente rimane preferibile ma il Comune è statico. Nessuna società partecipata comporta perdite per il Comune, ma anzi i dividendi crescono e cresceranno ancora, come per Siena Parcheggi. Detto tutto questo, il dato più atteso riguardava le modalità di recupero del disavanzo contestato dalla Corte dei Conti. Ebbene la Giunta scrive: “Tali dinamiche (positive) rendono possibile un significativo recupero del disavanzo di amministrazione del Comune di Siena”, che scende da 13 a 4 milioni, grazie al risultato economico dell’esercizio 2018 ed al fatto che nel 2017 non si è registrato un ulteriore disavanzo (come paventato) bensì un avanzo. Qualcuno potrà obiettare che sempre di 4 ml si tratta (peraltro gestibili in tre anni e quindi poco più di un milione all’anno), ma se il Comune avrà ragione nella causa contro la sezione toscana della Corte dei Conti, si sbloccheranno quasi il doppio delle risorse. In parole povere, il Comune chiede giustamente che una volta rimborsati totalmente i BOC (nel secondo semestre dell’anno prossimo) , quei fondi possano tornare pienamente disponibili, come peraltro avviene nelle altre regioni italiane… Ci sarà modo per tornare sull’argomento, ma la sintesi è che il bilancio del Comune di Siena non è nè truccato nè malato. Anzi, dopo lo straordinario recupero di una situazione finanziaria che tutti pensavano fosse spacciata dopo la fine della “cascata” dei contributi della Fondazione, oggi il Comune ha tutti i mezzi per dare alla città lo sviluppo che merita e non deve risparmiare su alcun servizio importante per la qualità della vita dei senesi, come per la scuola od i trasporti. Pertanto si sveglino e non cerchino alibi. Siamo quasi ad un anno dalle elezioni e la gran parte della cittadinanza è delusa delle chiacchiere, delle promesse non mantenute e dell’autoritarismo diffuso”.