UniSi: presentato il centro di alta qualificazione in campo biomedico

La struttura punta a convogliare competenze e tecnologie all’avanguardia creando sinergia tra pubblico e privato

SIENA.  Un centro di alta qualificazione in campo biomedico, che sappia convogliare competenze specialistiche e mettere a disposizione di ricercatori e aziende le più innovative tecnologie e infrastrutture scientifiche: è stato presentato oggi all’Università di Siena il MedBiotech HUB & Competence Center”, creato dal dipartimento di Biotecnologie mediche. Partendo dalle migliori competenze presenti in Ateneo, il Centro vuole rafforzare la collaborazione con enti pubblici e privati del territorio, puntando allo stesso tempo a un pubblico nazionale ed internazionale.
Il Centro, che ha l’obiettivo di studiare, sperimentare e proporre farmaci e tecnologie diagnostiche e terapeutiche per la salute umana, ha come riferimento strutture analoghe esistenti nelle più prestigiose Università del mondo, e nasce grazie al finanziamento del Miur riservato ai dipartimenti di eccellenza.
Sono più di 100 i ricercatori dell’Università di Siena coinvolti, tra docenti, dottorandi e assegnisti, mentre il progetto ha permesso di assumere 5 nuovi ricercatori e un professore associato. Il finanziamento è di 7,3 milioni di euro in cinque anni, di cui 2,3 milioni saranno spesi per infrastrutture e nuove attrezzature. Il Centro punta nel medio periodo ad autofinanziarsi, fornendo servizi e tecnologie di alta qualificazione a fruitori esterni, diventando allo stesso tempo un punto di riferimento internazionale nella ricerca biomedica.
“Le ricadute sul territorio, in termini economici e di sviluppo sono fondamentali in questo progetto”  spiega la professoressa Luisa Bracci, direttrice del dipartimento. “Per questo contiamo in una sempre più stretta collaborazione con aziende del comparto biomedico e biotecnologico, con ospedali e centri di ricerca”.
“In questo momento c’è grande interesse nel settore delle Scienze della vita” – spiega Alessandro Pini, referente della ricerca del dipartimento. “Avendo sempre lavorato in collaborazione con enti esterni, puntando sul trasferimento tecnologico, crediamo che l’integrazione delle competenze sia una leva importante di sviluppo economico, oltre che un’ottima opportunità di crescita per i ricercatori presenti in Ateneo.”
Sono dieci le piattaforme tecnologiche messe a disposizione dal MedBiotech HUB & Competence Center. Si tratta di competenze specifiche e strumentazioni di laboratorio all’avanguardia che permettono di fare ricerca e fornire servizi su queste tematiche specialistiche: lo sviluppo di nuovi vaccini; lo studio dei materiali biocompatibili, soprattutto in ambito dentistico, in cui si valutano le caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche di materiali dentari con i tessuti orali; l’analisi per immagini delle cellule e dei tessuti; la cardiologia applicata allo sport; modelli animali, per permettere lo studio in vivo dell’azione dei farmaci e dello sviluppo delle patologie; la citometria a flusso, tecnica che utilizza un fascio di luce laser per l’analisi cellulare; la genomica dei microbi e del sistema immunitario; la genomica umana; l’analisi dell’interazione biomolecolare; la bioingegneria e la bioinformatica.
Il centro punta ad ottenere certificazioni ISO 9001 per tutte le sue piattaforme, in modo da proporsi con tutti gli standard di qualità necessari ai trials clinici e ai servizi per conto terzi, servizi che possono riguardare ad esempio lo sviluppo di nuove molecole per farmaci, dalla ricerca alla sperimentazione clinica. 

Nelle foto, la professoressa Luisa Bracci e il professor Alessandro Pini. La presetazione oggi in rettorato con il rettore  Francesco Frati