Udienza Time out: tra patteggiamenti e riti abbreviati

La prossima udienza si terrà il 21 dicembre

di Augusto Mattioli

SIENA. Stamani (19 ottobre) al palazzo di giustizia, davanti al gup Roberta Malavasi, si è giocata l’ennesima partita dell’inchiesta Time out, riguardante il fallimento nel 2014 della vecchia pluriscudettata Mens Sana basket Spa,  nella quale si sono delineate in maniera chiara le strategie dei vari imputati. C’è chi ha chiesto il patteggiamento, chi il rito abbreviato, che aspetta la decisione del Gup riguardo ad un eventuale rinvio a giudizio.

Il patteggiamento, con l’assenso del pm Antonino Nastasi, è stato chiesto da Ferdinando Minucci, l’uomo senza il cui placet niente di muoveva nella vecchia società. La richiesta di patteggiamento di Minucci è di 4 anni e il pagamento di 650 mila euro quale riparazione. Un modo anche per rendere meno complicata la sua situazione. Inoltre all’ex factotum la giudice Roberta Malavasi ha disposto il sequestro di beni immobili per un milione.

Il patteggiamento è stato chiesto anche da Olga Finetti al tempo stretta collaboratrice di Minucci ( 3 anni e 181mila euro), da Luca Anselmi (2 anni e 50mila euro), da Cesare Lazzeroni, già presidente della società (1 anno e 10 mesi e 100mila euro), da Angela Serpi, vicepresidente della società fallita (3 anni e 80mila euro). Le somme andranno alla curatela della società.

Il rito abbreviato è stato chiesto da Stefano Sammarini e Nicola Lombardini della Essedue Promotion, per i quali il pm Nastasi ha chiesto rispettivamente condanne a 4 anni e 6 mesi e a 2 anni. Hanno richiesto la procedura normale Alessandro Terenzi, commercialista della S2 Promotion, Federica Minucci, figlia dell’ex Dg e socia della Best Solution, sua madre Rosanna Mereu, già moglie di Minucci, Stefano Bisi, giornalista, già responsabile della redazione del Corriere di Siena, Pier Luigi Zagni, che aveva il ruolo di rappresentante legale nella Best Solution, di cui era titolare lo stesso Minucci.

La prossima udienza si terrà il 21 dicembre nella quale si metteranno alcuni punti fermi sulle singole responsabilità dei vari imputati. L’operazione Time Out fu resa nota l’8 maggio del 2014, quando furono eseguiti quattro arresti (il dg Minucci,, Olga Finetti, Stefano Sammarini e Nicola Lombardini -. ndr) e sequestri patrimoniali per 14 milioni da parte delle Fiamme Gialle decisi dal gip di Siena Ugo Bellini.

“Le indagini condotte per oltre due anni dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Siena – si legge nel comunicato di quella mattina – hanno consentito di ricostruire una serie di alterazioni contabili e di bilancio, fatture false e manipolazioni delle dichiarazioni dei redditi della Mens Sana Basket” negli anni della gestione presa in considerazione dall’inchiesta. Nel processo in corso agli imputati sono stati contestati “a vario titolo” i reati di associazione a delinquere, riciclaggio, ricettazione, frode fiscale, bancarotta fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa denuncia, false comunicazioni sociali e ricorso abusivo al credito.

Un processo che si inserisce nel quadro generale della gestione della città nella quale lo sport veniva “amministrato” secondo metodi collaudati di chi la governava, tesi a controllare tutte le attività che si svolgevano a Siena dallo sport appunto, alla politica, all’economia, alla stessa stampa. E forse anche allo stesso Palio…