A Siena c’è un nuovo partito

E' il Partito Pirata che si propone come riferimento alla tutela dei diritti civili

SIENA. Dal Partito Pirata Siena riceviamo e pubblichiamo.

“Il Partito Pirata arriva a Siena, per proporsi come gruppo di riferimento nella tutela dei diritti civili, in particolare in ambito digitale, nella difesa delle nuove forme di cittadinanza e nella libertà della Rete.

Siamo Pirati perché vogliamo che tutti abbiano eguale accesso alle risorse della società della conoscenza e possano partecipare alle decisioni che costruiscono le comunità, senza limitazioni o vincoli, nel rispetto dell’art. 21 della nostra Costituzione.

Siamo Pirati perché chiediamo libertà, uguaglianza e solidarietà per tutti gli esseri umani, contro ogni discriminazione.

Siamo Pirati perché poniamo al centro del nostro agire politico i diritti digitali e l’importanza di difendere la libertà della Rete dagli attacchi delle lobby politiche ed economiche.

In una società sempre più digitale, dove Internet sta sostituendo tutti i tradizionali mezzi di comunicazione e di intermediazione, la garanzia delle libertà individuali e dei diritti civili in Rete assume sempre più importanza fondamentale per una società che si vuole definire democratica.

Internet ormai è presente in tutti gli aspetti della nostra vita, dalle relazioni sociali alle transazioni economiche, dall’organizzazione del tempo libero alla gestione della burocrazia e dei rapporti con la Pubblica Amministrazione dello Stato. La cittadinanza digitale è quindi un obiettivo irrinunciabile che deve essere garantito ad ogni cittadino, così come la libertà della Rete e la riservatezza delle comunicazioni personali.

L’Italia soffre da anni di un pesante gap culturale, rispetto ad altre realtà europee, anche nel mondo digitale. Il digital divide,  ancora piuttosto diffuso soprattutto nelle zone rurali e culturalmente più arretrate, unito a costi di connessione alti e velocità da terzo mondo (siamo tra gli ultimi in Europa), non aiutano a superarlo. Le conseguenze di questa arretratezza, sia sociali che economiche, pesano come un macigno sul nostro presente e sul nostro futuro.

Vogliamo quindi creare e promuovere i nuovi strumenti di democrazia liquida, perché ci battiamo per una vera riforma del diritto d’autore e dei brevetti,  la libertà di circolazione della conoscenza, la riservatezza delle comunicazioni personali e la libertà di comunicazione.

Vogliamo lottiare per garantire a tutti i cittadini eguale accesso alla Rete e vogliamo che venga riconosciuto come diritto inalienabile l’accesso alle risorse nella società della conoscenza, possibile anche attraverso una nuova alfabetizzazione linguistica e informatica di massa che faciliti la mobilità planetaria di persone e non solo di capitali o di merci.

Siamo Pirati perché promuoviamo e sosteniamo l’hacking culturale come possibilità di decostruire ruoli, categorie e stereotipi funzionali alla produttività del Sistema per valorizzare le differenze e la biodiversità umana. Perché crediamo nell’importanza di facilitare il rapporto uomo-macchina, come integrazione transumana e sviluppo di nuove capacità e dimensioni di esistenza digitale, di difendere lo sfruttamento cognitivo/emotivo delle nuove forme di lavoro inconsapevole dei social networks, di stimolare il DIY -Do It Youself- come pratica per sperimentare forme di sostenibilità ambientale, autogestione comunitaria e monetaria.

Siamo Pirati perché vogliamo aggregare tutti i liberi cittadini che credono nella Rete come strumento di democrazia, uguaglianza e libertà, per  promuovere la dignità dell’essere umano ed il primato dei suoi diritti inviolabili.

Da Siena, antica culla di civiltà e democrazia durante la gloriosa era dei Comuni, può partire prepotente una spinta propulsiva su queste tematiche, ad iniziare dalla democrazia diretta e dall’uso di strumenti telematici per promuovere i quesiti referendari, come già previsto dalla normativa regionale e nazionale sulla partecipazione. Inizieremo da qui il percorso verso i prossimi appuntamenti elettorali, nei Comuni e nella Regione Toscana, oltre che in Europa”.