Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Palio e sicurezza: l’intervento di Uniti per Siena

"ci domandiamo se il Sindaco Valentini non si sia fatto spiegare dall’ex Presidente degli Stati Uniti il significato della famosa frase “non dobbiamo cedere alla paura”"

SIENA. Gli attentati di matrice islamista hanno diffuso paura e cambiamento nello stile di vita delle popolazioni occidentali.

Se da un lato può essere recepita positivamente la proposta di distribuire dei volantini informativi ai turisti su come comportarsi in Piazza (proposta formulata da Marco Falorni in più di un’occasione e sempre bocciata dalle varie Amministrazioni comunali), il “nostro” Sindaco è riuscito a partorire, assieme al Comitato per l’ordine pubblico, delle misure di facciata, visto che il limite di 15mila presenze tra palchi e conchiglia sembra un dato surreale per poter garantire un’adeguata sicurezza in caso di panico e pone delle questioni irrisolte. Se ci domandiamo, infatti, chi controllerà il raggiungimento del numero limite prefissato capiamo che si tratta di una mera misura di facciata fatta nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione comunale.

Leggiamo che a Modena, il primo luglio, parteciperanno 220mila fan (record mondiale) al concerto di Vasco Rossi. Per l’occasione non è stato previsto alcun “numero chiuso”, ma sono stati intensificati i controlli con perquisizioni e l’utilizzo di strumentazione elettronica per scongiurare l’ingresso con oggetti vietati, alla presenza di circa 1.200 addetti alla sicurezza.

Paragonando quello che è stato fatto a Modena con la soluzione raffazzonata di Siena, ci domandiamo se il Sindaco Valentini non si sia fatto spiegare dall’ex Presidente degli Stati Uniti il significato della famosa frase “non dobbiamo cedere alla paura”. A Siena pare che si sia fatto il contrario: abbiamo purtroppo ceduto alla psicosi del terrore non solo limitando la nostra libertà, ma anche trovando una soluzione “casereccia” che scontenta tutti, dai turisti a, soprattutto, i contradaioli, che di solito sono soliti entrare in Piazza all’ultimo tuffo (perché, visto che ci saranno i controlli, non far entrare, documento alla mano, prima i residenti di Siena e provincia e poi, se avanzano posti, i turisti?), e che è figlia di una strategia e di una mentalità perdente che accetta la limitazione delle libertà occidentali. Ma non si diceva che il terrorismo non avrebbe dovuto cambiare le nostre abitudini? Infine: che sicurezza sarebbe se, forse per mera visibilità personale, il Sindaco enuncia alla stampa tutte le misure di sicurezza che saranno messe in atto?

Uniti per Siena