Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Mps: i piccoli azionisti in audizione davanti alla Commissione

Il presidente Giannarelli auspica l'attivazione di una commissione parlamentare d'inchiesta

SIENA. Il presidente Giacomo Giannarelli, M5S, tira le fila quasi alla fine dell’audizione di Romolo Semplici, il senese che ha portato in commissione d’inchiesta la voce di un piccolo azionista del Monte del Paschi. “La vera sfida – dice Giannarelli – è arrivare a un documento condiviso tra Consiglio e Giunta per attivare una commissione d’inchiesta parlamentare, che ha poteri di autorità giudiziaria”.

Poteri, approfondimenti e indagini che Semplici invoca a più riprese, dinanzi ai commissari che indagano “In merito alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e alla Banca Monte dei Paschi di Siena e ai rapporti con la Regione Toscana”. La storia di Semplici è la storia “di tanti a Siena”: ha lavorato al Monte, ne è stato correntista, ne ha sottoscritto le azioni: “sono pochissimi i senesi che hanno speculato, perché si tratta della proprietà di un pezzo di storia di Siena”. La sua, racconta, è anche una delle “poche voci contro le operazioni Antonveneta, e anche Banca 121”. “Dal 2005 sono stato uno dei pochi in assemblea, da piccolo azionista quale ero, a tentare di oppormi al disastro”. Da azionista Semplici ha perso poco ma, aggiunge, “so di chi ha perso 3, 400mila euro; ci sono stati dipendenti che hanno chiesto l’ancipazione del Tfr, e molti hanno perso quasi tutto”. L’operazione Antonveneta “è il momento più deleterio, la fine della storia del Monte”.

Semplici ha parlato in commissione di un sistema “ben collaudato”, di “responsabilità anche politiche”. “Più o meno tutti i partiti erano coinvolti, in particolare il Pds”, condividevano il quadro di sintesi o i silenzi su banca 121 e Antonveneta. “Il sistema Siena era imperniato su un partito e sui suoi personaggi quasi tutti senza competenze”. Le nomine che venivano espresse, secondo Semplici, non erano all’altezza. Grande “protagonista” – “o grande assente” – è stata la Fondazione, all’interno della quale la Regione nominava un rappresentante, ricorda il senese che conclude: “Ho presentato un esposto a tutti gli enti e le istituzioni nominanti della Fondazione, ma non ho mai ricevuto risposta”.