LogoSiena su piazzale Rosselli: “Uno snodo critico”

"Invitiamo l’Amministrazione Comunale a indire un “concorso di idee” per la progettazione del recupero"

SIENA. Da LogoSiena riceviamo e pubblichiamo.

“La Stazione FS di Siena con il piazzale Rosselli dal 1935 svolgeva la sua funzione di incontro e di accoglienza degli utenti della ferrovia, nonché di snello e agevole snodo del traffico veicolare cittadino; purtroppo ora tutto questo non è che un ricordo in una cartolina ormai sbiadita.

Il luogo si è trasformato in uno fra gli snodi più critici, se non il più critico, del traffico cittadino e non solo: l’area della Stazione non è solo “esteticamente brutta”, composta così com’è da stili architettonici non integrati fra di loro ma anche non funzionale. Attualmente è impossibile posteggiare per recarsi nell’unica e utilissima farmacia sempre aperta, sostare brevemente per accogliere qualcuno che arriva o accompagnare chi parte. Che senso ha la zona di sosta degli autobus a lunga percorrenza, che potrebbe essere benissimo spostata in via De Bosis, e di quelli urbani che ingombrano l’unica stretta via percorribile? E che dire quando il sottopasso viene chiuso per qualche motivo e le auto fanno la fila davanti all’ingresso della Stazione?

Non possiamo quindi non ripensarla nella sua totalità e per questo invitiamo l’Amministrazione Comunale a indire un “concorso di idee” per la progettazione del recupero architettonico e la riqualificazione dello spazio urbano di piazzale Rosselli, attraverso il quale ridare un’identità alla zona facendo in modo di reintrodurre anche l’utilizzo del verde quale elemento di recupero e di valorizzazione dell’area.

Con il “concorso di idee”, senza prevedere demolizioni che rappresenterebbero costi elevati, si dovrebbe prevedere una nuova progettazione per il recupero armonioso dell’architettura dell’area, per renderla funzionale ed anche sicura”.

  • stavrogin

    personalmente non sono un grande ammiratore del fascismo. Men che mai dei suoi attuali epigoni nazi-fascisti. Viceversa ho una sincera ammirazione per molta architettura civile fascista: una specie di ultima Tuhle, di frontiera estrema, ancorché talvolta discutibile nei suoi approdi più pacchiani, dopo la quale, eccetto isolati esempi, nell’architettura civile italiana è subentrato lo sputt… totale globale. Dunque mi parrebbe sensato in primis riportare ai fasti originari la stazione di Angiolo Mazzoni, danneggiato dalla guerra, dandole il giusto rilievo, se possibile, ricostruendo le parti andate perdute. Ai Tufi è successo che l’edificio già “Facoltà di Giurisprudenza”, che per certi aspetti si lega a quella tradizione, nella versione razionalista-monumentale, è così fuori scala, che porta Tufi da lontano pare la porticina del gatto; peraltro nascosta dalla colossale metastasi del Cimitero. Qualcosa di simile è accaduto alla stazione, annichilita dall’antistante centro commerciale ed Università per stranieri.