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La caccia all’uomo ai tempi dei social

di Augusto Mattioli

SIENA. Una vera e propria caccia all’ uomo si è scatenata ieri (10 luglio) sui social. Una persona con problemi psichici è stata additata come un pedofilo con tanto di foto su whatsapp  dove una catena di persone le ha veicolate. Un lungo post ha indicato che quest’uomo, visto in varie zone della città, poteva essere un cacciatore di minori. E allora c’è chi ha pensato che l’unico modo per fermarlo era quello di fare una vera e propria catena informativa. Senza avvertire le forze di polizia…“Ieri sera – si legge nel post whatsapp – abbiamo deciso di farvi una comunicazione. Da qualche giorno in Salicotto  si è presentato un uomo che forse qualcuno di voi ha visto o ne ha comunque sentito parlare”. Il post prosegue parlando di “ tipo strano”, di voci arrivate da altre contrade dalle quali  “risulta“ essere una persona che  “infastidisce i bambini”. E via dicendo. Insomma un post che ha creato allarme, molto allarme in molte famiglie. Si tratta invece di una persona che secondo quanto ha fatto sapere polizia ha forti problemi psichiatrici che sono noti. Tanto che dopo  un accertamento sanitario  l’uomo è stato ricoverato  nel reparto di psichiatria del policlinico delle  Scotte.

Ma c’è stato anche chi – i soliti leoni da tastiera – commentando su Facebook, se l’è presa con la legge Basaglia, quella che chiuse i manicomi, in certi casi quasi dei lager,  che prevedeva una serie di interventi per una cura diversa della  malattia psichiatrica.  Una  legge applicata a macchia di leopardo nel nostro paese.   

Un altro aspetto di questa brutta storia riguarda il modo di utilizzare i social dove ognuno scrive e dice quello che vuole, in certi casi non riflettendo o facendolo male. Costruendo come in questo caso un fatto sui solo “si dice”. Insomma una informazione fai da te.  Senza giornalisti che accertano come stanno le cose.