“Compro oro” denunciato per ricettazione: licenza sospesa

La Polizia ha scoperto oro e denaro in contanti in una cassettina

SIENA. A pochi giorni di distanza dall’operazione della Polizia, che ha portato alla denuncia di due persone, una per furto in abitazione e l’altra per ricettazione, con recupero di soldi e numerosi gioielli sono arrivati anche i provvedimenti amministrativi. Il Questore di Siena, Maurizio Piccolotti, ha infatti disposto la sospensione della licenza per 60 giorni nei confronti del 40enne italiano responsabile del compro oro di Bettolle, in provincia di Siena, trovato in possesso di preziosi di provenienza furtiva e denaro “sporco”.

I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Siena si erano recati a fine ottobre presso l’esercizio di L. B. inducendolo a confessare di tenere una “contabilità” separata e di nascondere preziosi provento di furto. 
L’uomo aveva poi condotto gli investigatori presso una rimessa in campagna ove, abilmente nascosta sotto il pavimento, teneva custodita una cassettina contente diversi gioielli d’oro, circa 85 pezzi per un peso complessivo di 320 grammi, pronti per essere destinati alla fusione presso altre aziende nel circondario, con valori che si aggirano intorno ai 12.000 euro. La Polizia aveva, inoltre, trovato nella stessa cassetta 4300 euro in contanti, provento dell’attività illecita.
Tutto il materiale rinvenuto era stato quindi sequestrato e i gioielli inseriti nella bacheca degli oggetti rubati sul sito della polizia http://questure.poliziadistato.it/it/servizio/oggettirubati .

Date le gravi irregolarità riscontrate, del caso si sono occupati subito dopo anche i poliziotti della Divisione amministrativa della questura, ai fini delle valutazioni relative alla sospensione della licenza dell’attività, disposta ad esito degli approfondimenti per 60 giorni. 
Nei confronti del quarantenne, inoltre, è stato emesso, contestualmente, il provvedimento di revoca dell’autorizzazione alla rappresentanza del titolare, mentre sono stati trasmessi gli atti alla questura di Arezzo per le ulteriori valutazioni di competenza sull’attività, dato che la sede principale dell’esercizio è ubicata in quella provincia e la licenza è stata rilasciata nell’ambito di quella giurisdizione.