Commercialisti di Siena: la sfida sul futuro della professione

Miani sul rapporto 2018: "Presidiamo la consulenza fiscale, ma pensiamo anche a come modernizzarci"

SIENA. Ieri (14 settembre) si è tenuta l’Assemblea Generale degli Iscritti dell’Ordine dei Dottori Commercialisti de Esperti contabili di Siena alla presenza del Presidente del Consiglio Nazionale ODCEC Dott. Massimo Miani e del Consiglio dell’Ordine di Siena.

Si è parlato dello stato attuale della professione. Sono stati riepilogati i principali dati del Rapporto 2018 del CNDCEC già presentato a Roma ad inizio anno 2018 dal quale è emerso il quadro di una professione che, nei numeri, mostra un trend di crescita positivo a livello nazionale ma con il più basso tasso di sempre: + 0,4% di iscritti rispetto all’anno precedente. Cresce il numero di iscritte donne ma diminuisce il numero di giovani sotto i 40 anni. La dinamica dei redditi, presenta un forte divario tra nord e sud ed in linea generale una contrazione dovuta agli effetti congiunti della crisi e dell’aumento del costo degli adempimenti, oltre che a difficoltà organizzative emerse a seguito dell’evoluzione del mercato di riferimento. Difficoltà avvertite in modo sempre più diffuso in quest’ultimo periodo che certamente non vanno trascurate anche perché la nostra categoria riveste un ruolo importante nell’economia del paese. Basti pensare che i Commercialisti (gli iscritti nel 2018 sono 118.333 – dato nazionale) seguono circa 4 milioni di piccole e medie imprese, inviano ogni anno oltre i tre quarti delle dichiarazioni fiscali dei contribuenti e occupano complessivamente 370 mila addetti, contribuendo a generare direttamente l’1,6% del Pil.

Non sembra più rinviabile pensare al futuro della professione.  La categoria sta lavorando alla riforma del Dlgs 139/2005 che regolamenta l’ordine professionale e gli iscritti all’Albo sulla scorta delle proposte di modifica degli ordini territoriali, tra cui anche Siena.  Tra le diverse proposte, sono previste modifiche all’oggetto della professione di cui se ne estende la portata, si punta ad una sempre maggiore qualità della professione attraverso le specializzazioni e l’istituzione delle Scuole di Alta formazione e si pensa all’organizzazione stessa degli studi attraverso la disciplina delle Società Tra Professionisti e delle Associazioni professionali.

Dall’analisi e dal dibattito in platea è emersa una professione in continuo rinnovamento che si mette a disposizione di tutte le parti sociali con cui intende dialogare per meglio contribuire a fronteggiare le conseguenze della lunga crisi e aiutare il Paese e i singoli territori a sfruttare appieno opportunità di ripresa e spinte al cambiamento.