Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Arci Siena su dl sicurezza: i diritti essenziali del cittadino non sono negoziabili

Appello ai sindaci della provincia di Siena per sostenere la revisione del decreto Salvini divenuto legge

SIENA.  “I sindaci sono chiamati per primi a rispettare le leggi dello Stato, ma anche a garantire i diritti dei cittadini che vivono sul loro territorio e la sicurezza delle loro comunità. Per questo motivo, ci appelliamo ai sindaci della provincia di Siena affinchè sostengano le prese di posizione assunte da altre istituzioni, a partire dalla Regione Toscana, e portino avanti tutte le azioni politiche e giuridiche possibili per mettere fine a uno scempio della democrazia e per aprire la possibilità di rivedere una legge fortemente discriminatoria e pericolosa che espone anche il nostro territorio al rischio di un aumento del disagio sociale”. E’ quanto afferma Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di Siena intervenendo sul decreto sicurezza entrato in vigore da alcuni giorni e al centro di un confronto fra governo, sindaci, Anci e Regioni con posizioni contrapposte. 

L’importanza dell’iscrizione anagrafica abolita dal decreto Salvini. “La Legge 132/18, conversione in legge del decreto sicurezza voluto dal ministro Matteo Salvini – continua Pallecchi – nega l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo e l’accesso al sistema SPRAR per i richiedenti asilo e per i titolari di Protezione Umanitaria che, finora, hanno permesso di garantire ai cittadini migranti l’accesso a servizi sociali basilari e ad attività con cui hanno potuto imparare la lingua italiana, seguire corsi di formazione, trovare un lavoro e un’abitazione. Oggi, con la nuova legge, i cittadini titolari di un permesso di soggiorno di richiesta di asilo potranno lavorare, ma non potranno avere accesso all’iscrizione anagrafica, aprendo, così, la strada allo sfruttamento del lavoro in nero e a nuove ondate di razzismo contro il ‘diverso’. Non possiamo accettare questo rischio e non può accettarlo il nostro Paese, nel rispetto dei diritti fondamentali del cittadino stabiliti della Convenzione di Ginevra e contenuti nella Costituzione Italiana”.

Rischio sociale e impegno per nuove norme. “L’Arci – continua Pallecchi – ha seguito gli sviluppi del decreto sicurezza fin dalla prima bozza, denunciando la sua pericolosità e il rischio di un forte aumento del disagio sociale. Oggi ribadiamo con forza la necessità di rivederlo al più presto, condividendo le posizioni già assunte da altri soggetti, istituzionali e non, prima che la sua attuazione generi problemi sociali. Rivolgiamo un plauso alle prese di posizione dell’Anci sugli aspetti della legge che riguardano le prerogative dei sindaci e salutiamo con soddisfazione e orgoglio il ricorso alla Corte Costituzionale che sta presentando la Regione Toscana, con particolare attenzione sui temi dell’assistenza sanitaria, del diritto alla casa e all’istruzione. In linea con la posizione assunta dall’associazione a livello nazionale e forte di una consolidata esperienza nella gestione dell’accoglienza dei migranti, anche l’Arci provinciale di Siena terrà alta l’attenzione su questo tema e siamo pronti a sostenere tutte le azioni utili alla revisione della nuova legge”.