Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Anac propone la gestione straordinaria per Sei e Sienambiente

SIENA. L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha comunicato a Servizi Ecologici Integrati Toscana srl (Sei Toscana) e a Siena Ambiente spa “di avere avviato le procedure di proposta di adozione di gestione straordinaria, ovvero ciò che la normativa definisce come misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio”.

E’ stato il consigliere regionale di FdI Giovanni Donzelli ad annunciare in Aula la novità che riguarda le due aziende coinvolte nell’inchiesta della procura di Firenze sulla gara da 3,5 miliardi per la gestione completa del ciclo dei rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto.

Donzelli ha immediatamente chiesto una comunicazione in Consiglio da parte della giunta regionale, mentre il capogruppo di Forza Italia, Stefano Mugnai, ricorda che “la misura era stata immediatamente richiesta all’indomani dell’evidenza dell’inchiesta sulla gara. L’Anac ha evidentemente ravvisato i presupposti per poter procedere. Naturalmente nostre priorita’ adesso sono l’accertamento della verita’ dei fatti, la continuita’ del servizio e il ripristino di garanzie di trasparenza”.

“Adesso – aggiunge Donzelli – si rende necessario procedere a un approfondimento serio che includa la verifica della  regolarità di tutti i rapporti in essere tra pubblica amministrazione e queste due aziende. Il Pd non puo’ continuare a fischiettare sulle responsabilità politiche, dal momento che si tratta di aziende emanazione di enti locali in cui loro hanno governato per anni. Secondo le linee guida di applicazione del provvedimento, esso e’ attivabile sulla base di tre presupposti specifici tra cui, oltre alla pendenza di un procedimento penale per fatti corruttivi, il rilievo di situazioni anomale e sintomatiche di condotte illecite o eventi criminali”.

Cosa è la proposta di adozione di gestione straordinaria

L’art. 32 del D.L. 24/06/2014 n. 90 (di seguito il “Decreto”) convertito in legge dalla L. 11/08/2014, n. 114 ha introdotto un’articolata disciplina volta a far sì che, in presenza di indagini per delitti di particolare gravità ai danni delle P.A. o di situazioni anomale, sintomatiche di condotte illecite attribuibili alle imprese affidatarie di appalti pubblici, il Presidente dell’ANAC possa proporre al Prefetto, in base alla gravità dei fatti, alternativamente:
  • di ordinare il rinnovo degli organi sociali al fine di estromettere dalla governance il soggetto coinvolto e, in caso di inottemperanza, di disporre la straordinaria e temporanea gestione dell’impresa appaltatrice, ovvero
  • di provvedere direttamente alla straordinaria e temporanea gestione della stessa, limitatamente alla completa esecuzione del contratto oggetto del procedimento penale.

Il Prefetto, una volta concluse le valutazioni istruttorie, può intimare all’impresa di provvedere al rinnovo degli organi sociali, o in caso di inottemperanza o nelle ipotesi più gravi, nominare uno o più amministratori, dotati di tutti i poteri dell’organo di amministrazione, che vengono sospesi per la durata della misura.

Se le indagini denotano una forma di compromissione meno grave, non relativa all’assetto proprietario né all’organo amministrativo, viene, invece, disposta la misura di sostegno e monitoraggio dell’impresa, provvedendo alla nomina di uno o più esperti, con il compito di svolgere le suddette funzioni.

Le stesse misure possono essere disposte d’ufficio dal Prefetto, che ne informa il Presidente dell’ANAC, in caso di emissione di un’informazione antimafia interdittiva, a fronte dell’urgente necessità di assicurare il completamento dell’esecuzione del contratto o la sua prosecuzione.

La ratio delle nuove misure di natura “amministrativa” e “provvisoria” introdotte è quella di contemperare l’esigenza di assicurare la celere realizzazione delle opere, evitando ritardi dovuti alle pur doverose indagini della magistratura penale su illeciti commessi nell’esecuzione di appalti, con quella di evitare che l’autore dell’illecito, una volta aggiudicatosi in modo illegittimo un appalto, possa conseguire il profitto della propria condotta.