Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Robur: in attesa di sapere che succede…

...il tifo organizzato si è ritrovato fuori Palazzo Pubblico

SIENA. Così come avevano promesso, i sostenitori della Robur si sono ritrovati questo pomeriggio (12 Febbraio) all’esterno del Palazzo Pubblico. Il freddo e gli impegni non hanno certo fermato la voglia di sostenere e difendere i propri colori, dimostrando tutto il loro dissenso per una situazione che diventa ogni giorno più difficile. All’interno dell’edificio è in corso l’incontro fra il sindaco Bruno Valentini, il presidente dell’A.C. Siena Massimo Mezzaroma ed una rappresentanza del tifo organizzato. Si tratta di un evento praticamente unico, non essendoci precedenti di vertici in cui si affrontano tutte le parti interessate. “A dir la verità – mi viene spiegato – qui nessuno ha visto entrare Mezzaroma, ma vogliamo sperare che sia entrato da qualche porta secondaria”.

Nella stanze in cui è in corso il colloquio si sta parlando del futuro della società, dell’esasperazione dei tifosi, del progetto per la ristrutturazione dello stadio. In Piazza del Campo, invece, chi è rimasto fuori aspetta con ansia di avere notizie; si chiacchiera, si discute, ogni tanto parte qualche coro per ribadire il punto di vista dei tifosi. “Siena è la mia città” viene scandito più volte verso le luci accese delle finestre di Palazzo Pubblico, per far capire che qui non si parla solo di calcio, ma dell’orgoglio di una città intera, che vuole essere rispettata. Nel mirino, naturalmente, c’è soprattutto la gestione societaria della squadra: “Mezzaroma vattene” è l’invito dei tifosi. Per quello che riguarda l’aspetto puramente sportivo, invece, il giudizio non è così severo, ma l’amarezza è comunque tanta: “Con la rosa di quest’anno potevamo puntare tranquillamente al ritorno in massima serie”, spiega un tifoso. “Sarebbero bastati due acquisti a Gennaio. Ma quando parti con così tanti punti di penalizzazione e ti ritrovi con una società assente e disastrosa, è normale non riuscire a costruire niente di buono”. Si respira aria di attesa. Nel chiacchiericcio della piazza si avverte pessimismo. “Sono sicuro che si concluderà tutto con un nulla di fatto”, viene confessato. “Verrà tutto rimandato, ci sarà il solito passaggio di responsabilità e competenze da una persona all’altra e ci ritroveremo a Giugno nella stessa situazione critica in cui siamo ora”.

L’esasperazione di queste persone, colpevoli di avere a cuore le sorti della squadra di calcio della propria città, è palese: “Questa società – spiega un ragazzo – è lo specchio di Siena: a decidere sono sempre i soliti noti, che fanno accordi tra di loro per guadagnare il più possibile e se ne fregano di tutto e di tutti. Qui i poteri forti e occulti muovono i fili e l’A.C. Siena non fa eccezione. Siamo in balia di gente senza scrupoli, questa è la verità”. Una tifoseria delusa da anni di cattiva gestione e di poca chiarezza, che chiede fondamentalmente delle cose semplicissime: rispetto e trasparenza. “Una società – dice un signore abbonato alla tribuna – in cui non si riesce a stabilire nemmeno l’entità del buco di bilancio non può essere tollerata. Negli anni, oltre agli introiti derivanti dalla partecipazione alla Serie A, sono stati venduti tanti giocatori ottenendo delle plusvalenze importanti ed il buco, invece di diminuire, è aumentato. Penso sia normale chiedersi dove siano finiti questi soldi”. Da più parti si sente dire: “I veri proprietari del Siena siamo noi, non loro”. La speranza per questi tifosi è di poter vedere finalmente un cambio di rotta ed una soluzione ad una fase di stallo che dura ormai da tempo, a cominciare dal progetto di ristrutturazione dello stadio, che doveva essere presentato entro il 10 Febbraio: “Se si riuscisse ad avere qualche notizia certa riguardo al progetto sarebbe già un bel passo in avanti”, afferma un altro tifoso.

La paura, invece, è di dover continuare in questa direzione e di vedersi pericolosamente avvicinare il baratro del fallimento. Una possibilità che tutti vogliono evitare, ma che qualcuno valuta così: “Se può servire ad eliminare il marciume che gravita intorno a questa società, allora preferisco ripartire dai campi nei quali siamo nati piuttosto che stare in Serie B con una società del genere”. Il vertice nel Palazzo Pubblico è ancora in corso, non esce nessuno, e intanto i tifosi aspettano pazienti delle novità. Aspettano di sapere che cosa ne sarà dell’A.C. Siena.