Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Vicende umane intorno agli Etruschi a Murlo

Dagli Stati Uniti a Murlo, le testimonianze delle protagoniste degli scavi archeologici. Commozione degli abitanti e di 2 archeologhe tornate dagli Usa

MURLO. Ingrid Edlund-Berry e Jean Macintosh Turfa sono tornate a Murlo lo scorso fine settimana, nell’ambito del festival Bluetrusco, per ricordare quell’avventura iniziata cinquanta anni fa, alla ricerca del “tesoro etrusco” di Poggio Civitate. Svedese la prima (ma ormai trapiantata negli Usa), americana di Philadephia la seconda, sono le due archeologhe ancora in grado di testimoniare l’emozione del ritrovamento del famoso “cappellone”  e delle altre straordinarie scoperte, ora conservate nell’antico palazzo vescovile, al castello di Murlo.

Il loro è stato il racconto straordinario di amicizie, personaggi dell’epoca, a partire dalla mitica cuoca Armida. Di fronte, una platea di murlesi: qualche operaio che ha lavorato con loro agli scavi, amicizie che si sono sviluppate nel tempo. Perché Ingrid è tornata ogni anno, in un luogo che ha segnato per sempre la sua personalità, mentre per Jean è stato come tornare “da aliena”, in un luogo che, dopo diversi lustri è totalmente cambiato. Nella Murlo degli anni Sessanta le archeologhe potevano tenere i pantaloni solo agli scavi, perché era giusto rispettare l’abitudine locale che voleva le donne solo con la gonna. E andare al circolo o al bar da sole era sconsigliato: potevano farlo solo se accompagnate dal sindaco o dal responsabile degli scavi. Un’altra epoca, fatta di strade polverose, acqua presa alla fonte, piccole auto, scarsa disponibilità economica ma di tanto affetto e di sensibilità umana. Sono nate delle amicizie, che hanno superato una vita. Al punto che delle archeologhe affermate continuano a pensare e a salutare con affetto i loro amici di Murlo, magari andando a rendere loro omaggio al cimitero.

Inutile sottolineare che la domenica pomeriggio, trascorsa con il sindaco Fabiola Parenti e il direttore scientifico del festival Giuseppe Maria Della Fina, insieme a tanti murlesi, è stata intrisa di ricordi, con qualche vena di romanticismo, se non di commozione. Si è trattato di un omaggio dovuto a due esponenti di quegli studiosi che, con le loro ricerche, hanno consentito di restituire un grande valore a Murlo, con risvolti economici e sulla vita sociale non indifferenti. Ingrid Edlund-Berry è professoressa emerita  alla University of Texas at Austin. Ha preso parte agli scavi di Poggio Civitate dal 1967 al 1971. Ha pubblicato la sua tesi sugli acroteri, statue sedute come quella di Murlo,e ha scritto numerosi articoli sui ritrovamenti di Poggio Civitate. A Murlo è tornata spesso, per organizzare mostre e ritrovare vecchi amici, a partire da quelli che, insieme a lei, parteciparono agli scavi.  Jean MacIntosh Turfa, ricercatrice associata al museo universitario dellaUniversity of Pennsylvania, ha scavato a  Poggio Civitate nel 1970, e ha scritto diversi articoli sui ritrovamenti. Bluetrusco, è l’unico festival  dedicato agli Etruschi, giunto alla seconda edizione. Torna a partire dal 15 luglio, dopo l’anteprima di questi giorni.