Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Vertine 17 luglio ’44: nessuno dimentichi

GAIOLE IN CHIANTI. (a. p.) C’era un caldo afoso quel pomeriggio del 17 luglio 1944, in cui la gente non era nei campi, ma nel chiuso di rifugi e cantine per la “discussione” in corso fra tedeschi in partenza e inglesi in arrivo.

Intorno alle 16, sbucarono da Paiolo 3 blindati inglesi diretti a Vertine, li vide il prete che iniziò a far uscire la gente dai rifugi
per andare ad accoglierli. Alla porta vera di Vertine i blindati non passavano per la porta troppo stsretta e fu per merito di Mariano, che in qualche modo riusci a spiegare che tedeschi non c’erano e non era il caso di buttare giù la cinta muraria, che gli inglesi restarono fuori.

Il prete aveva fatto uscire tutti dal rifugio dietro la torre, mentre i tedeschi dalla collina di fronte del Vallone (dove avevano comando
e cannoni) osservavano attenti il formicaio di persone che si era formato. Partirono cannonate, una sulla torre, altre disperse nel vuoto, una cadde esattamente fra la torre e il rifugio in mezzo a varie persone. La gioia della liberazione durò poco, urla e lacrime mentre i feriti furono portati nello stallone e curati alla meglio e i morti furonoportati nella cappellina in fondo al paese…

Nazareno Cristofani, Luisa Butti, Ruggero Brocci, Valerio Pagliantini e Pietro Gatti morirono subito mentre – sempre per colpa di quella
maledettissima cannonata – anni dopo se ne andò anche Clara Nuti.

La Liberazione fu pagata caramente quel 17 luglio 1944, un lutto piccolo nell’immane tragedia della seconda guerra mondiale, ma sei
persone nel fiore degli anni non possono essere cancellate dai ricordianche di chi non c’era…. ma ha il cuore e i giorni fra questi sassi.