Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Trequanda nella rete delle buone pratiche regionali

TREQUANDA. Modelli di economia civile e welfare alternativi, partecipazione attiva della cittadinanza e cooperative di comunità: queste le buone pratiche riconosciute a livello regionale al Comune di Trequanda, che entra a far parte delle prime esperienze locali al centro di un progetto di valorizzazione messo in campo da Anci Toscana e Regione Toscana. L’obiettivo è quello di formare una rete tra i Comuni già attivi negli ambiti del welfare di comunità e del consumo consapevole, in modo che siano da esempio agli altri territori per sperimentare nuove forme di innovazione civica, sostenibilità e partecipazione.

“Il nostro patrimonio di buone pratiche è stato riconosciuto meritevole di interesse regionale, per contrastare lo spopolamento dei borghi e riattivare forme di economie locali. – dichiara il Sindaco di Trequanda, Roberto Machetti – La gestione condivisa dei beni comuni, le cooperativa di comunità e il turismo sostenibile sono tra le esperienze più importanti da mettere in rete tra le diverse amministrazioni comunali già attive in tali ambiti, con l’ambizione di poter contaminare anche quei territori che finora non le hanno sperimentate.”

Il protocollo d’intesa è stato firmato a Firenze tra Anci Toscana, Regione Toscana e le 21 amministrazioni comunali in cui sono presenti le buone pratiche di economia civile, tra cui proprio il Comune di Trequanda. Tali esperienze saranno utilizzate dagli altri territori regionali, diventando dei veri e propri modelli di ispirazione per sperimentare, concretizzare e diffondere innovazione, sostenibilità e partecipazione attiva della cittadinanza.  Cinque sono le aree in cui sperimentazioni e prototipi saranno raccolti: la città condivisa (ovvero forme innovative di partecipazione ed educazione civica, capaci di stimolare pratiche di responsabilità condivisa), il territorio collaborativo (ovvero lo sviluppo di forme organizzate per dare risposte ai bisogni dei cittadini, come le cooperative di comunità ad esempio), l’impresa civile (da pratiche di economia circolare al welfare di comunità), il co-living e la formazione trasversale  come spazio di confronto e studio.