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Sulle tracce di Bernardo Bertolucci in Chianti

Le Guide di Siena hanno organizzato una giornata per ricordare il regista nel giorno del suo compleanno

di Andrea Pagliantini

CASTELNUOVO BERARDENGA. Il 16 marzo sarebbe stato il compleanno del regista Bernardo Bertolucci, che ha lasciato impronte di sé fra il Chianti e la Berardenga, girando, nel 1996 il film “Io ballo da sola”, ambientato in luoghi bellissimi e resi immortali dalle sue scene.
Il Centro Guide Siena ha organizzato, a ricordo del suo anniversario e a pochi mesi dalla scomparsa, un giro nei luoghi del film, arrivando, a piedi, al magnifico casale di Podernovi, a breve distanza dal castello di Brolio, alla ricerca dei fotogrammi della pellicola.
Poco più avanti, fino all’immenso leccione (due piante avvolte su se stesse che sembrano una) la parte più emozionante.
Di un bacio nel film, fra le sensazioni che quella pianta unica e solitaria, immersa fra i filari di viti, provoca e coinvolge, stando sotto la sua ombra, stando sotto la sua grande e ossigenante chioma.
Qui, oltre ad illustrare la varietà e la storia di questa sempre verde, sono stati letti dei passi del libro “Appetiti estremi” di Stefania Pianigiani e Sabrina Somigli.
Il giro è terminato alla Villa di Geggiano (dove nel film si è svolta una festa in giardino), dove tutto parla di Ranuccio Bianchi Bandinelli, archeologo di fama mondiale, discendente di una delle famiglie più importanti di Siena, folgorato dalla politica, tanto da donare gran parte delle sue terre ai mezzadri, che formarono una cooperativa.
La villa è intatta, dal rifacimento di un casolare nel 1768, gli arredi unici e originali, la cura e la conservazione portano via risorse e giorni ai nipoti di Ranuccio, Alessandro e Andrea Boscu, che si occupano anche di produzione di un vino pregiato. Il parco, con il giardino e un teatro, i luoghi più emozionanti e caratteristici: un viale di cipressi conduce all’ingresso, siepi di alloro e di bosso conducono al teatro. Tutto il giardino è cinto di mura, con sei cancelli, con pilastri coronati di vasi e statue, il volto arioso di Bianca Boscu conduce il visitatore alla scoperta di una bellezza, in cui ogni sasso è coperto di storia.