SpS: “Cras: la fusione serve per “annacquare?”

Il consigliere Camozzi chiede chiarezza

SOVICILLE. Da Alfredo Camozzi (Sinistra per Sovicille) riceviamo e pubblichiamo.

“Nel consiglio comunale del primo agosto 2018 , ad una nostra interrogazione concernente il significativo deficit registrato dalla banca CRAS per l’anno 2017, che risulta pari a 6,5 milioni di euro a causa prevalentemente di crediti deteriorati, di fronte alla nostra richiesta di promuovere nella sede del consiglio comunale una pubblica discussione sul tema alla quale invitare i dirigenti della banca, il sindaco ha risposto di non ritenere opportuno tale incontro in quanto le questioni inerenti la Banca riguardano il consiglio di amministrazione e i soci della banca stessa per cui non possono essere di pubblico dominio. A nostro giudizio, data l’importanza che nel territorio la Cras ha rivestito fin dalla sua origine sia per il sostegno alle attività imprenditoriali che per la fiducia in essa riposta dai cittadini, ci sembra quanto meno singolare il fatto che non vi sia una discussione che garantisca un’ informazione corretta e chiara su quello che sta avvenendo .

Crediamo che i destini della banca, proprio per l’attività svolta, rivestano carattere di interesse pubblico, non limitato esclusivamente al consiglio di amministrazione ed ai soci, ma riguardano l’intera collettività.

Infatti voci ricorrenti e articoli apparsi su giornali umbri mettono in luce la possibilità di ulteriori aggregazioni, per cui è lecito ritenere che possa essere a rischio anche la presenza del centro direzionale della banca nel nostro territorio. Il sindaco Gugliotti è informato di questo?

La nostra preoccupazione cresce ancor di più considerando la imminente efficacia della regolamentazione bancaria europea anche su Banca CRAS, per i più che probabili nefasti effetti che la stessa avrà sui patrimoni delle banche con molto credito deteriorato. La fusione serve quindi anche per “annacquare”?”.