Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Scuola media Marmocchi premiata per le competenze digitali

Agli insegnanti Silvia Cortigiano e Leandro Palermo il primo premio del concorso nazionale Progetti Digitali per il video Tutte le mattine del mondo e il cartone animato Una come tante

POGGIBONSI. E’ davvero una scuola 2.0, la scuola media Marmocchi dell’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi. Due classi della sezione B e la 3hanno vinto il primo premio del concorso nazionale “Progetti Digitali” per la promozione delle competenze digitali tra gli studenti. Il riconoscimento è arrivato per il lavoro svolto dagli insegnanti Silvia Cortigiano e Leandro Palermo sul tema Rispetta le differenze. I lavori premiati sono Tutte le mattine del mondo, un video contro ogni forma di bullismo e di violenza, e Una come tante, cartone animato contro la discriminazione per l’aspetto fisico. Come spiega la professoressa di Italiano della sezione B, Silvia Cortigiano, «la nostra è una scuola aperta anche il pomeriggio per favorire la cooperazione tra studenti. L’utilizzo dei sistemi digitali è un modo per lavorare contro la dispersione scolastica, fenomeno che riguarda purtroppo anche le scuole del nostro territorio. Usiamo metodi alternativi di studio perché la scuola non è soltanto libri scolastici e nozionismo».

Il premio. La cerimonia di premiazione del concorso nazionale promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e dall’Aica, associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico, si è svolta stamani a Firenze, presso l’aula magna dell’Istituto di Istruzione Superiore Leonardo da Vinci, alla presenza dei due docenti e di una rappresentanza degli alunni.

Il video per dire no al bullismo. «Il nostro video – spiega la professoressa Cortigiano – nasce insieme all’idea di dare vita all’interno dell’istituto, di uno spazio concreto, tangibile di memoria collettiva contro il bullismo. Tutto è partito dalla realizzazione di un albero di legno le cui foglie sono foglietti, post-it, lettere, con pensieri, riflessioni, atti di denuncia degli stessi studenti. Ognuno può appendere il proprio contributo all’albero, posizionato nell’atrio di ingresso della scuola proprio per essere presente ogni mattina. Perché come narra il video, noi ci siamo, giorno per giorno». L’albero di legno è una metafora «le radici, testimonianza di violenza privata, di anime lacerate nel silenzio, di vittime ferite dall’indifferenza. Le sue fronde, la denuncia, l’impegno civile, la consapevolezza di poter cambiare. Ogni foglia appesa è un grido di dolore che diventa speranza».

Un percorso di frasi per isolare la violenza. Dall’albero parte un percorso delimitato da un nastro blu intervallato da frasi sulla cittadinanza attiva e sul rispetto della persona. «Il percorso parte per costruire insieme, giorno per giorno, la consapevolezza del rispetto» e conduce ad un vero ulivo, icona di pace e di vita, piantato nel giardino della scuola. «Il percorso è il nostro atto concreto contro la violenza. Un percorso attraverso il quale la sofferenza privata diventi memoria collettiva. La memoria è un’emozione su cui crescere insieme. Per fermarsi. Per riflettere. Per diventare cittadini attivi».

Convivenza tra tradizione e tecnologia. Classe 2.0 e rete internet, condivisione nel cloud, flipped classroom, tablet. Ma anche profumo delle pagine dei libri stampati. Sono i due mondi che convivono nella scuola media Marmocchi dove ogni anno cresce il numero di genitori che iscrivono i propri figli alle classi 2.0 tanto che non sempre tutte le richieste riescono ad essere esaudite. «Le nostre – spiega la professoressa Cortigiano – sono classi con un metodo ibrido. Quest’anno, dopo quattro anni di sperimentazione, l’esperienza è entrata a regime, tutti i ragazzi di prima hanno scaricato i testi in quello che viene chiamato zaino digitale e tutto sta dentro il tablet». Gli studenti lavorano sui tablet, «anche se i libri ci sono ma rimangono a casa, vengono impiegate app didattico educative grazie alle quali docenti e alunni possono condividere materiali». Se durante le verifiche in classe non si rinuncia a foglio e penna, «si applicano metodi nuovi come la classe capovolta, flipped classroom, con cui i ragazzi apprendono i maniera autonoma a casa con i mezzi informatici e in classe riportano la loro esperienza che viene utilizzata da noi insegnanti per la lezione», spiega Cortigiano. A questo, si affiancano «lezioni di coding in cui i ragazzi imparano a muoversi nel mondo della programmazione e a dialogare con il computer».