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Sarteano: naufragata l’ipotesi della seconda Giostra del Saracino

di  Matteo Giambi Bonacci

SARTEANO. Niente da fare: neanche quest'anno sara' possibile fare una seconda Giostra del Saracino a Sarteano oltre a quella tradizionale del 15 agosto. L'associazione della Giostra, che riunisce i rappresentanti delle cinque contrade, ne ha dovuto prendere atto ieri sera (5 marzo) quando il Presidente Giovannino Giani ( foto)ha letto al direttivo i termini di una lettera inviata dal sindaco Roberto Burani che si e' scusato per non poter essere presente alla riunione a causa di precedenti impegni a Montepulciano.
In sostanza il primo cittadino, comunque da sempre favorevole alla seconda Giostra, ha dovuto piegarsi ai troppi problemi che comporta all'amministrazione la realizzazione di una seconda "gara" equestre, problemi che gli sono stati fatti presenti durante una riunione di Giunta alla quale ha esposto le richieste dell'associazione della Giostra e cioe' effettuare la "corsa" sabato 4 luglio in notturna, senza tribune, e in piazza. Proprio quest'ultimo aspetto ha fatto pendere la bilancia dell'amministrazione sul piatto del "no" perche' la chiusura della piazza,  anche per tre giorni soli (cioe' venerdi' 3 luglio per stendere il tufo, sabato 4 per "giostrare" e domenica 5 per togliere il tufo) avrebbe comportato troppi problemi a cominciare dallo svolgimento del mercato settimanale che "non e' sopprimibile" per continuare con i disagi e i disservizi per la cittadinanza derivanti dalla deviazione del traffico, dallo spostamento degli autobus di linea, dalla soppressione dei parcheggi, dalla carenza di personale del Comune in ferie proprio in quel periodo e da altri motivi.
L'ipotesi quindi di farla in piazza e' saltata definitivamente a meno che, e' stato suggerito dal Comune, non si voglia fare la seconda Giostra a Pian di Mengole, subito fuori il centro storico in un pianoro lungo la strada che porta a Radicofani e a San Casciano dei Bagni.
La lettera di Burani ha chiuso invitando l'associazione a prendere in considerazione l'ipotesi di prepararsi a fare una Giostra "straordinaria" nel 2011 quando cadranno i 150 anni dall'Unita' d'Italia. Ma questo invito alla "straordinarieta'" non e' piaciuto non solo al Presidente Giani e anche a molti rappresentanti delle contrade che invece avrebbero voluto istituzionalizzare la seconda Giostra gia' da quest'anno.
Insomma la lettera e' stata una vera doccia fredda per molte contrade che avrebbero voluto realizzare il 4 luglio la seconda Giostra ma in piazza e non a Pian di Mengole. L'unico a non demoralizzarsi subito come Maurizio Pippi di San Lorenzo o Gianfranco Berti di Sant'Andrea e a battere i pugni sul tavolo e' stato il rappresentante di San Bartolomeo Beppe Francavilla che avrebbe voluto accettare la sfida dell'amministrazione ("che non ci da' – ha detto – nessun appoggio, neanche morale") e fare la seconda giostra a Pian di Mengole. Ma si e' scontrato con la dura realta' economica messagli di fronte dal Presidente Giani: " La seconda Giostra non si puo' fare a Pian di Mengole perche' comporta una spesa eccessiva tra costi per l'illuminazione, la recinzione di tutta l'area, il montaggio delle tribune e quant'altro. Si rischia di fare un buco nell'acqua e fare la seconda Giostra tanto per farla non  ha senso".
Chiuso il capitolo della seconda Giostra o della giostra "Straordinaria" tutte e cinque le contrade sono state concordi nel confermare l'impegno per la cosiddetta "cena medievale" che rappresenta un po' la "vetrina" dell'intera manifestazione in piazza d'arme al Castello il 7 agosto e non in piazza, nel centro storico, come qualcuno aveva ipotizzato con l'intento di risolvere alcuni problemi organizzativi.