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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Psi: “Le Terme di Chianciano, la Banca Mps ed un’occasione persa di rilancio”

"Senza una profonda riqualificazione del tessuto urbano sarà difficile risollevare la città e spingere imprenditori ad investire"

SIENA.  La Banca Monte dei Paschi di Siena sembra aver maturato la decisione di cedere la propria quota di partecipazione nella Terme di Chianciano Spa, la società che ha la gestione del complesso termale che di fatto è di proprietà della società Terme di Chianciano Immobiliare Spa.

Che la Banca MPS dovesse arrivare a questa decisione era previsto e prevedibile, poiché era già in atto fin dagli anni 2000 un’operazione “di farlocca privatizzazione”, prevedibile nel percorso di cupio dissolvi che è stato intrapreso dai vertici della Banca per inseguire le decisioni dalla Banca Centrale Europea. La società ha i suoi problemi, è innegabile. I bilanci degli ultimi 3 anni, pur mostrando un fatturato costante e in leggera crescita, rileva altrettanto constanti perdite.

I dati della società rilevano che una spinta potrà venire dagli investimenti digitali, un rinnovamento della piattaforma online e l’espansione internazionale. In effetti nel 2019 il fatturato delle vendite online è aumentato di oltre il 60% rispetto al 2018, mentre l’e-store ha visto 147.000 nuovi utenti, con un incremento del 27%. Un tale aumento delle vendite può essere ricondotto alla ri – progettazione del sito Web principale e al rafforzamento del sito di e-commerce. Il 2019 ha rappresentato anche un passaggio decisivo verso il marketing digitale sotto forma di una maggiore presenza sui social media. In particolare la presenza su WeChat ha permesso alle Terme di Chianciano di avvicinarsi ad un mercato asiatico in continua crescita, con la prospettiva di attirare nuovi clienti dalla Cina, ma anche cinesi residenti in Toscana e in Italia.

Ecco che in questo contesto non particolarmente critico la banca che cosa fa? Rinuncia alla sua quota di partecipazione e di fatto alla possibilità di un investimento su un settore, quello termale, da sostenere. La Federazione di Siena del Partito Socialista Italiano evidenzia il fatto che tutto ciò si poteva evitare attraverso tavoli di confronto e nuova progettazione industriale. Questo porterà inevitabilmente ad un periodo di incertezze e mancate opportunità considerando anche il fatto che il complesso termale di Chianciano Società Terme di Chianciano Spa nelle sue strutture è di proprietà di “Chianciano Immobiliare Spa” oggi in liquidazione.

La decisione di scioglimento e messa in liquidazione della società immobiliare non favorirà certamente un’adeguata valorizzazione della partecipazione, per la Banca e l’ingresso di investitori industriali. Forse è questo il motivo della rinuncia da parte di MPS che da anni ha nel suo DNA anche una naturale tendenza a vivere e stare nel territorio dei suoi correntisti?

Il territorio chiancianese sta soffrendo ormai da molti anni, sofferenza che è davanti agli occhi di tutti. Una infinita crisi del termalismo chiancianese, che è figlia della fine delle “terme di stato” alla quale non è seguita una adeguata programmazione politica e amministrativa per convertire il settore ad un turismo diverso e più moderno. Gli amministratori locali, va detto, non sono stati in grado di rinnovare le terme attraverso una sinergia con il privato.

Senza una profonda riqualificazione del tessuto urbano sarà difficile risollevare la città e spingere imprenditori ad investire. Chianciano va ripensato con funzioni diverse da quelle attuali, i politici devono avere la capacità di trovare investimenti pubblici, orientati alle infrastrutture e attirare investimenti privati che modifichino le funzioni di una cittadina che per decenni è stata il cuore economico della Valdichiana. Ci dovrà essere poi una seria progettazione di tipo culturale senza la quale le Terme di Chianciano non potranno essere competitive. È necessario aprire immediatamente un tavolo di lavoro che riguardi l’intera area della Valdichiana, individuando oltre alla Regione Toscana altri portatori di interesse nell’ottica di una rigenerazione importante del territorio chiancianese su più livelli.