Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

L’orto Felice a San Felice

di Andrea Pagliantini

Cicerone aveva la biblioteca accanto all’orto ed era quanto gli bastava per essere felice, mentre in epoca più moderna, Michelle Obama, riuscì a rimpiegare i funzionari della Casa Bianca a fare l’orto nei giardini della residenza presidenziale e ne furono felici.

I funzionari di Montecitorio farebbero barricate in Piazza Colonna con i materassi su cui passano le giornate prima di rimpiegarsi al “demansionamento” cui sarebbero sottoposti dal loro dolce sentire. Ma al netto di quei servitori dello Stato, ci sono realtà che prendono forma e sostanza con l’uso della vanga e della zappa, regalando un piacevole e intenso senso di benessere a quanti partecipano alla costruzione di un progetto che ha del ventricolare.

Ragazzi cui la vita ha riservato un cammino in salita, hanno un loro spazio e un loro modo di esprimersi, prendendosi cura di piante, animali e, da poco, di un ciuchino (che si chiama Gennaro) e sa farsi rispettare dalle caprette che vogliono rubargli l’erba fresca. A questi ragazzi si aggiungono diversi nonni estirpati dall’opinionismo dei colonnini o dall’obbligo di frequentazione del “Barre” e insieme, si sorreggono gli uni con gli altri, per disinnescale il gelo dei tempi correnti.
Dall’Orto escono verdure da coltivazione biologica per i due ristoranti presenti nel borgo di San Felice, tanto che, sono i cuochi a decidere cosa e quanto seminare per le esigenze di padella e di cucina.

Dipendenti della famosa casa vinicola, ma anche semplici cittadini del territorio, non disdegnano della cassetta di verdura stagionale da gustare a casa.
Accanto all’Orto c’è il pollaio con una quarantina di galline e un bel gallone nero che tutto controlla e tutto sovrasta. Capre e ciuchino accanto, una gallina anarchica che o è fuori dai recinti o passa le giornate con Gennaro.

L’Orto pare un giardino, provvisto di pergole che ombreggiano tavoli, filari di rose, bracelle per gli ortaggi, un solarium in questo momento pieno di pomodori verdi che lentamente vanno a maturare.

E da un luogo bello e dalla bellezza in generale, nascono sempre buoni frutti.